Dieci fatti da conoscere sui trattamenti con le cellule staminali

13 gennaio 2014 10:500 commentiDi:

AL VIA IL VACCINO CONTRO L'AIDS

Le cellule staminali sono state una delle più grandi scoperte della medicina moderna. Si tratta di cellule molto particolari che si distinguono dalle altre che costituiscono il nostro corpo e i suoi organi in quanto non differenziate, ma in grado di specializzarsi in base alle necessità del corpo.

Il compito principale di queste cellule, infatti, è la riparazione o la sostituzione dei tessuti e degli organi danneggiati.

Negli ultimi anni la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali è andata molto avanti, tra critiche e grandi polemiche, e al momento sono disponibili alcuni trattamenti con queste cellule, come ad esempio il trapianto di midollo osseo, tessuto in cui sono presenti molte staminali allo stadio adulto, utilizzato per la cura di patologie come la leucemia. In futuro gli scienziati contano di poter applicare le terapie con le cellule staminali anche per la cura di malattie degenerative quali il Parkinson e la sclerosi, per le quali ancora non esiste una cura definitiva.

Ad oggi ci sono diverse cliniche nel mondo che offrono questo genere di terapie, tutte con la pretesa di poter risolvere problemi per i quali la medicina tradizionale non ha ancora trovato delle soluzioni definitive. I pro e i contro dei trattamenti con le cellule staminali sono tanti: di seguito abbiamo cercato di raccogliere in dieci punti tutte le informazioni necessarie in un linguaggio più semplice di quello medico/scientifico per avere un quadro completo e chiaro delle staminali e dei trattamenti che le utilizzano.

Dieci fatti da conoscere sui trattamenti con le cellule staminali 

1. Ci sono diversi tipi di cellule staminali, ognuna con il proprio scopo.

Ci sono molti diversi tipi di cellule staminali che provengono da luoghi diversi del corpo o si formano in diversi momenti della nostra vita. Questi includono le cellule staminali embrionali che esistono solo nelle primissime fasi di sviluppo e vari tipi di cellule staminali adulte che invece compaiono durante lo sviluppo fetale e rimangono nel nostro corpo per tutta la vita e che vengono poi utilizzate all’occorrenza dal nostro corpo, che è i grado di mandare segnali precisi a queste cellule per dare loro una specializzazione: ad esempio, le cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo rigenerano il sangue, mentre le cellule staminali neurali presenti nel cervello si possono trasformare in cellule cerebrali.

Le cellule staminali non si trasformano spontaneamente in tutti i tipi di tessuti, ma lo fanno in base all’organo in cui sono presenti, per questo è improbabile che un singolo tipo di cellula staminale possa essere utilizzato per trattare una moltitudine di malattie non correlate che coinvolgono diversi tessuti o organi. È quindi buona regola diffidare delle cliniche che offrono trattamenti con le cellule staminali che provengono da una parte del corpo diversa da quella malata.

2. Un unico trattamento con cellule staminali non può funzionare per diverse malattie o condizioni non correlate.

Come descritto sopra, ogni tipo di cellula staminale svolge una funzione specifica nel corpo e non può essere utilizzata per curare altri tessuti. Pertanto è improbabile che un singolo tipo di trattamento con cellule staminali può trattare più condizioni non correlate, come il diabete e il morbo di Parkinson.

Le cause di queste patologie sono molto diverse, per questo è fondamentale che il tipo cellulare utilizzato come trattamento sia adeguato alla specifica malattia o condizione. Anche le cellule staminali embrionali hanno lo stesso ‘difetto’: per quanto queste, infatti, siano utilizzabili per la cura di più patologie e condizioni cliniche, prima di essere impiantate nel paziente necessitano di una coltura che permetta loro di specializzarsi.

Un importante segnale di avvertimento che una clinica non può essere credibile è quando i trattamenti sono offerti per una vasta gamma di condizioni, ma si basano su un unico tipo di cellula.

3. Attualmente, ci sono poche terapie con cellule staminali ampiamente accettate.

La gamma di malattie in cui trattamenti con le cellule staminali hanno dimostrato di essere utile in studi clinici condotti in modo responsabile è ancora estremamente limitata. I trattamenti che hanno ricevuto il pieno consenso dalla comunità medica internazionale sono il trapianto di cellule staminali per malattie del sangue e del sistema immunitario e trattamenti per il ripristino del sistema sanguigno dopo le terapie contro i tumori.

Hanno dato buoni risultati anche gli innesti di cellule staminali per la cura di patologie a carico delle ossa, della pelle e della cornea, terapie, queste, che sono state accettate come sicure ed efficaci da una larga parte della comunità medica.

4. Solo perché alcuni hanno avuto benefici dai trattamenti con le staminali, non vuol dire che queste siano davvero efficaci.

Cosa vuol dire questa affermazione?

Vuol dire che chi si è sottoposto a trattamenti con le staminali non ha necessariamente ottenuto un beneficio da queste. Infatti, un malato che si sottopone a questi trattamenti potrebbe stare meglio per ben tre ragioni non correlate alle staminali: in primis l’effetto placebo (convinzione che un trattamento possa portare dei benefici che si trasforma in un miglioramento delle condizioni generali del paziente), poi i trattamenti di accompagnamento (dieta, farmaci, tecniche di rilassamento) e, ancora, le normali fluttuazioni della malattia (la gravità dei sintomi di molte condizioni può cambiare nel tempo, con conseguente miglioramento o declino temporaneo, il che può complicare l’interpretazione della efficacia dei trattamenti).

Questi fattori rendono molto difficile stabilire la vera efficacia di questi trattamenti – che si può dimostrare solo con uno studio clinico che mette a confronto due gruppi di pazienti, uno trattato con le staminali e uno con le tradizionali cure – per questo è consigliabile diffidare delle cliniche che misurano o pubblicizzano i loro risultati principalmente attraverso le testimonianze dei pazienti.

5. Il motivo per cui ci vuole tempo per sviluppare nuove terapie è che la scienza stessa è un processo lungo e difficile

Le scoperte scientifiche non avvengono in pochi giorni. Soprattutto quando si è in ambito medico, le nuove scoperte necessitano di lunghe sperimentazioni in laboratorio prima di poter essere applicate anche sull’uomo, ma solo dopo che sono stati condotti altri test su piccoli gruppi per capire come i pazienti reagiscono ai trattamenti e quali complicazioni possono insorgere.

Se un trattamento non è stato accuratamente progettato, ben studiato e passato attraverso la necessaria sperimentazione clinica, è improbabile avere l’effetto desiderato. Anzi, c’è il rischio concreto che gli effetti collaterali siano di più degli effettivi miglioramenti delle condizioni del paziente.

Clicca su questo link per la seconda parte dell’articolo sui Dieci fatti da conoscere sui trattamenti con le cellule staminali.

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