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Dieta dei carciofi, dimagrisci 2 chili in soli 7 giorni

Nonostante i tuoi buoni propositi, anche questa volta non hai saputo resistere alle tentazioni culinarie. E adesso ti senti triste e grassa, con la pelle del viso poco luminosa, grigia. Coraggio, la situazione non è così grave. I chili in più in genere sono dovuti a una maggiore ritenzione di liquidi nei tessuti. Gli zuccheri e il sale hanno la proprietà di trattenere acqua. Quindi, più zuccheri e sale mangi (e conta anche quelli nascosti negli alimenti, non solo le zollette messe nel caffè o il sale aggiunto per condire l’insalata), più liquidi appesantiscono la tua linea. Prova una dieta depurativa e sgonfiante, “rigida” ma senza esagerare, da seguire per appena una settimana. E scegli una tisana che ti aiuti a risolvere il tuo problema: serve a dare una mano al fegato, a bruciare i grassi (colesterolo e trigliceridi) e a liberare dalle tossine. Protagonista della dieta e delle tisane è il carciofo: un ortaggio dalle notevoli virtù salutari, presente sulla nostra tavola soprattutto tra novembre e maggio. Le foglie del carciofo sono ricche di cinarina, una sostanza utile per proteggere, depurare e disintossicare il fegato. In particolare la cinarina rende più fluida e favorisce la secrezione della bile (che, come sappiamo, svolge un ruolo di primo piano nella digestione dei grassi), abbassa il tasso di colesterolo e trigliceridi e stimola la diuresi. L’organismo si libera delle “scorie”, la pancia si sgonfia e la pelle ritorna fresca e luminosa. Ma i benefici finiscono qui. Il carciofo ci dà una mano a perdere una taglia, certo, ma ci aiuta anche a tenere il peso sotto controllo nei giorni successivi ai 7 di dieta stretta. Perché è molto ricco di fibre: in un etto ce ne sono ben 5,5 g, pari a oltre la metà del fabbisogno giornaliero raccomandato che è di 7-10 g.

GIORNO 1 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo tagliata con i carciofi con 100 g di filetto 100 g di carciofi (155 cal) insalata di rucola e radicchio rosso (200 g, 30 cal) un’arancia (150 g, 51 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena frittata di cuori di carciofo con un uovo, 150 g di cuori di carciofo (anche surgelati), 50 ml di latte, 1 cucchiaino d’olio (165 cal) patate in insalata insaporite con prezzemolo (150 g, 115 cal) 2 mandarini grossi (150 g, 108 cal)

GIORNO 2 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo riso e carciofi con 50 g di riso, 100 g di cuori di carciofo, succo di mezzo limone, 1 cucchiaino d’olio, un cucchiaio di parmigiano (200 cal) insalata di cuori di scarola (200 g, 30 cal) un grappolino di uva bianca (200 g, 122 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena insalata ricca con 150 g di carciofi, 50 g di prosciutto cotto, 30 g di emmental, 100 g di insalata belga (230 cal) finocchi in insalata (150 g, 15 cal) una pera (150 g, 54 cal)

GIORNO 3 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo spaghetti ai carciofi con 60 g di spaghetti, 200 g di carciofi, 15 g di parmigiano (250 cal) insalata di lattuga, pomodori e ravanelli (200 g, 35 cal) 2 mandarini grossi (150 g, 108 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena carciofi in bianco con 300 g di cuori di carciofo, 2 cucchiai di parmigiano, 1 cucchiaino d’olio (70 cal) insalata verde e barbabietole (200 g, 36 cal) macedonia di kiwi, mele e arance (200 g, 82 cal)

GIORNO 4 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo scaloppine di vitello coi carciofi con 150 g di fesa di vitello, 200 g di cuori di carciofo, 1 cucchiaino d’olio, succo di un limone, 2 cucchiai di farina, prezzemolo (185 cal) patate bollite (200 g, 154 cal) una pera (150 g, 54 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena carciofi al pomodoro con 200 g di cuori di carciofo, 100 g di polpa di pomodoro, 1 cucchiaino d’olio, basilico, un quarto di bicchiere di vino bianco, un bicchiere di brodo vegetale (100 cal) insalata verde mista (200 g, 30 cal) un grappolino di uva nera (200 g, 122 cal)

GIORNO 5 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo penne con tonno e carciofi con 50 g di pasta, 60 g di tonno al naturale, 100 g di cuori di carciofo, 1 cucchiaio di parmigiano, 1 cucchiaino di olio (238 cal) insalata di lattuga, peperoni, zucchine (200 g, 30 cal) 2 kiwi (200 g, 88 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena insalata di carciofi e gamberetti con 200 g di gamberetti, 250 g di carciofi (205 cal) broccoli al vapore (150 g, 33 cal) macedonia di pere, arance e mandarini (200 g, 74 cal)

GIORNO 6 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo carciofi al forno con 150 g di cuori di carciofo, un uovo, 1 cucchiaino d’olio (170 cal) insalata di fagiolini e barbabietole (200 g, 37 cal) un grappolino di uva bianca (200 g, 122 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal). cena carpaccio con i carciofi con 60 g di bresaola, 100 g di carciofi, 20 g di grana (190 cal) fagiolini in insalata (200 g, 50 cal) 2 mandarini grossi (150 g, 108 cal)

GIORNO 7 prima colazione latte parzialmente scremato (200 ml, 92 cal) 2 fette biscottate integrali (20 g, 75 cal) spuntino mattina Uno yogurt magro (125 g, 45 cal). pranzo tagliata con i carciofi con 100 g di filetto, 100 g di carciofi (155 cal) patate arrosto (100 g, 148 cal) un grappolino di uva nera (100 g, 61 cal) cena carciofi con pangrattato con 200 g di cuori di carciofo, un cucchiaio di pecorino, 2 cucchiai di pangrattato, il succo di un limone, 1 cucchiaino d’olio (180 cal) insalata scarola (200 g, 30 cal) macedonia di uva, mele e kiwi (200 g, 85 cal) spuntino pomeriggio Una pera (150 g, 54 cal).

CONDIMENTI Ogni giorno puoi contare anche su 3 cucchiaini di olio d’oliva (15 g, 135 cal)

Il Carciofo è una pianta di origine mediterranea, molto nota fin dall’antichità per i pregi organolettici del capolino. L’attuale nome deriva dal neo-latino “articactus” (in alcuni dialetti settentrionali è chiamato articiocco); il nome italiano “carciofo” e lo spagnolo “alcachofa” derivano dall’arabo “harsciof”. La coltura del carciofo è diffusa in alcuni Paesi del Mediterraneo, in particolare soprattutto Italia, poi Francia e Spagna, mentre è poco conosciuto in molti altri Stati. La maggior parte della produzione commerciale è destinata al consumo fresco, il resto all’industria conserviera e dei surgelati. La coltura del carciofo è diffusa soprattutto nell’Italia meridionale, dove con il risveglio anticipato della carciofaia in estate è possibile anticipare l’epoca delle raccolte all’inizio dell’autunno. Caratteristiche Secondo la classificazione del Fiore al genere Cynara si attribuisce una unica specie il Cynara cardunculus L., che comprende tre varietà botaniche: – Cynara cardunculus silvestris Lamb.: cardo selvatico, noto sotto il nome di caglio o carduccio, spontaneo nel bacino del Mediterraneo, che trova impiego nella preparazione del cosiddetto cagliofiore; – Cynara cardunculus scolymus: carciofo coltivato; – Cynara cardunculus altilis: cardo domestico.

Si ritiene che il carciofo ed il cardo domestico derivino entrambi da quello selvatico, in seguito ad un processo di selezione che ha favorito lo sviluppo dell’infiorescenza nel primo e della nervatura mediana delle foglie nel secondo. Il carciofo è una pianta erbacea perenne, con formazione di rizoma, dalle cui gemme si sviluppano i getti detti carducci. Il fusto è eretto, ramificato all’epoca della fioritura, robusto, striato in senso longitudinale, fornito di foglie alterne (grandi, di colore verde più o meno intenso o talvolta grigiastre nella pagina superiore, più chiare e con presenza di peluria in quella inferiore; la spinosità delle foglie è una caratteristica varietale).Il fusto (alto da 50 a 150 cm circa) e le ramificazioni portano in posizione terminale le infiorescenze. Ambiente Il carciofo richiede un clima mite e sufficientemente umido, per cui il suo ciclo normale è autunno-primaverile nelle condizioni climatiche del bacino mediterraneo; tende alla produzione primaverile-estiva nelle zone più fredde. Il carciofo resiste abbastanza bene fino a temperature di 0°C. Temperature inferiori possono provocare danni più o meno gravi alle infiorescenze ed alle foglie; a temperature inferiori a -10°C possono essere compromesse anche le gemme del fusto rizomatoso.

Il carciofo risente anche della temperatura molto elevata, per cui la fase del riposo vegetativo capita tra la fine della primavera e l’estate. Ha elevate esigenze idriche, in parte soddisfatte dalla piovosità dell’epoca di coltivazione; nella coltura precoce estiva è necessario intervenire con abbondanti apporti di acqua. Il carciofo preferisce terreni profondi freschi, di medio impasto e di buona struttura, a reazione intorno alla neutralità, pur adattandosi a terreni di diverse caratteristiche. Varietà Le varietà che si coltivano in Italia possono essere classificate, in base alle caratteristiche agronomico-commerciali, in due grandi gruppi: • Varietà autunnali: a questa famiglia appartengono tipi la cui produzione si verifica a cavallo dell’inverno, con inizio ad ottobre-novembre, e, dopo una stasi invernale, continua in primavera fino a maggio.

Queste varietà, in generale, sono caratterizzate da un capolino medio-piccolo, del peso di circa 150-200 g. Una parte consistente della seconda produzione, cioè quella che appare dopo l’inverno, viene destinata all’industria conserviera per la surgelazione e l’inscatolamento. • Varietà primaverili: questa varietà sono coltivate nelle aree costiere dell’Italia centrosettentrionale e forniscono una produzione più o meno precoce che può durare da febbraio-marzo fino a maggio-giugno. Questi carciofi rappresentano una produzione molto pregiata, hanno un capolino molto più grande dei rifiorenti che si presta anche per l’esportazione. Le varietà primaverili si dividono in due grandi famiglie: i “Romaneschi” e i “Toscani”. Nei nostri orti verranno coltivati i carciofi appartenenti al secondo gruppo. Tecniche di coltivazione Il carciofo viene considerato una coltura da rinnovo e si avvale, al momento dell’impianto, di un’aratura profonda. E’ una coltura poliennale: la durata di una carciofaia non è definibile a priori; se non intervengono fattori avversi essa può essere anche di 7-10 anni.

E’ da considerarsi una coltura da rinnovo, a cui far seguire un cereale o, come nelle zone orticole, altri ortaggi. L’opportunità dell’avvicendamento è consigliabile per evitare gli inconvenienti della coltura ripetuta. La preparazione del terreno viene effettuata in epoca diversa, in relazione alla modalità d’impianto della coltura, per ovuli o per carducci, all’inizio dell’estate o in autunno. Prima dell’impianto è necessaria una lavorazione profonda (40-50 cm), a cui seguono lavorazioni più superficiali con frangizolle ed erpice per preparare un perfetto letto di semina. La concimazione organica deve essere fatta in concomitanza della lavorazione profonda. Impianto Di solito si esegue nel periodo autunno-primaverile per “carducci”, utilizzando il materiale proveniente dalla scarducciatura di altre carciofaie. I carducci sono germogli che crescono alla base della pianta e vengono distaccati con una porzione di radice. I carducci per i nuovi impianti devono essere ben sviluppati, con una lunghezza di 20-40 cm e provvisti di 4-5 foglie, la cui parte distale viene tagliata al momento dell’impianto. Nelle zone irrigue meridionali, dove si pratica il risveglio anticipato, è frequente l’impianto per “ovuli” in estate. Gli ovuli sono le gemme di grossezza diversa che si formano alla base del fusto interrato, da cui alla ripresa vegetativa hanno origine i carducci. Gli ovuli si distaccano dalla pianta madre in estate durante la fase di riposo.

E’ consigliabile sottoporre l’ovulo alla pregermogliaziano. Spesso, l’impianto estivo è fatto con ovoli, provenienti da carducci messi a vivaio nell’annata precedente, quindi già ben radicati e formati. Il sesto d’impianto della carciofaia è variabile, sia in relazione alla durata della carciofaia, che allo sviluppo della varietà. La distanza media è di cm 100 x 100 o cm 120 x 120, in modo da ottenere un numero di piante all’ettaro intorno a 7-10 mila. Oggi si tende ad allargare la distanza tra le file (170-200 cm) e a diminuirla sulla fila (60-80 cm). Irrigazione E’ uno degli interventi colturali più importanti ai fini dell’anticipo di produzione del carciofo in autunno nelle aree meridionali. In relazione all’epoca del risveglio estivo e dell’andamento climatico, i fabbisogni idrici possono essere più o meno elevati, per cui dove la disponibilità idrica è carente, l’irrigazione viene ritardata verso la seconda metà del mese di agosto.. Frequenti irrigazioni, con un turno medio di 8-10 giorni sono necessari in estate ed, in qualche caso, alcuni interventi in autunno, qualora l’andamento climatico decorra siccitoso. Il metodo irriguo più diffuso è l’aspersione. Raccolta e trasformazione La raccolta dei capolini è scalare, ha inizio verso la prima decade di ottobre per la coltura precoce e termina in giugno con quella più tardiva.

In relazione al tipo di coltura ed alla varietà, il numero delle raccolte può variare da un minimo di 3-4 ad un massimo di 15-20, tendendo presente che la lunghezza del ciclo produttivo può variare da un minimo di 20 giorni ad un massimo di 180-220 giorni. Il numero dei capolini per pianta oscilla da 4-5 a 14-15. Nel complesso una carciofaia produce 50-100 mila capolini ad ettaro, pari ad una produzione in peso di 60-120 quintali ad ettaro. La raccolta è effettuata a mano con taglio dei capolini con stelo lungo ed alcune foglie. La valutazione qualitativa dei capolini viene effettuata in base alla pezzatura, alla compattezza ed alle caratteristiche di freschezza e sanità. Per il mercato fresco, molta importanza riveste la precocità di maturazione. Oltre al consumo fresco, il carciofo viene utilizzato dall’industria conserviera sia per la produzione di “carciofi al naturale”, di “carciofini sott’olio” e di “carciofi surgelati”. E’ un ortaggio dal buon valore alimentare ed adatto ad essere preparato in una infinità di modi culinari. Abbastanza ricco di ferro. Il carciofo è ricco non solo di fibra, vitamine, sali minerali ed aminoacidi, ma anche di sostanze fenoliche che presentano proprietà benefiche per l’organismo. Ha inoltre una forte capacità antiossidante. Notevole è il sottoprodotto di foglie della carciofaia, che costituisce un ottimo alimento fresco per gli animali. Anche i residui della lavorazione industriale dei capolini hanno un impiego zootecnico, o vengono essiccate per preparare una farina di carciofo. Le proprietà medicinali del carciofo ed il sapore amaricante degli estratti ne fanno una pianta di largo consumo nell’industria liquoristica e medicinale. In genere, per uso industriale, si utilizzano le piante a fine ciclo di produzione, in fase di essiccamento naturale.

Il carciofo è un ortaggio dal caratteristico sapore dolce-amaro costituito dai capolini con brattee carnose prodotti da una pianta perenne della famiglia delle Asteraceae con foglie basali molto grandi. La parte edibile dei capolini è costituita dalla base carnosa dell’infiorescenza (ricettacolo o “fondo”) e dalle brattee interne più tenere che l’avvolgono (comunemente dette “foglie” o “squame”). Abbastanza comune è il consumo della parte superiore del gambo.
Gli antichi romani apprezzavano il carciofo per il suo gusto “raffinato” che lo distingue dagli altri ortaggi; ci sono giunte testimonianze scritte sull’uso alimentare del carciofo da Plinio (Naturalis historia) e da Columella (De re rustica).
Il carciofo fornisce un basso apporto calorico, è ricco di minerali (potassio, calcio, fosforo e ferro), mentre ha scarso contenuto in vitamine; assieme agli altri prodotti ortofrutticoli freschi, occupa un ruolo importante nella dieta mediterranea e nella piramide alimentare che ben rappresenta lo stile italiano dell’alimentazione. Il carciofo è un ortaggio prodotto in pieno campo in diverse regioni italiane e ha un periodo di raccolta molto ampio; per questo motivo è presente ininterrottamente sul mercato da ottobre a maggio (otto mesi), pertanto, a differenza di tanti altri ortaggi, è un “prodotto di stagione” reperibile per un lungo periodo dell’anno.
Il carciofo è ricco di fibra alimentare, utile a mantenere la funzionalità intestinale e probabilmente anche a controllare i livelli ematici di glucosio e colesterolo. La fibra contribuisce inoltre al raggiungimento del senso di sazietà, quindi aiuta a limitare il consumo di alimenti a elevata densità energetica. L’inulina è un polisaccaride (polimero del fruttosio) idrosolubile, non digerito dai nostri succhi intestinali (fibra solubile), ma metabolizzato dai bifidobatteri e quindi con proprietà prebiotiche perché utile a far proliferare alcuni microrganismi (detti probiotici), che costituiscono la flora batterica utile al nostro organismo in quanto inibiscono l’insediarsi di batteri dannosi. Altri ortaggi, nei quali l’inulina è contenuta soprattutto nelle radici, sono il topinambur e le cicorie. Alcuni oligosaccaridi contenenti fruttosio (quelli della serie del raffinosio = galattosio-glucosio-fruttosio) sono presenti nella buccia dei legumi e, similmente all’inulina, quando vengono ingeriti sono fermentati nel colon dai bifidobatteri, stimolando così non solo l’effetto benefico dei probiotici, ma anche emissioni di gas che possono arrecare disturbo nella vita di relazione.
Il consumo del carciofo nella dieta degli italiani (circa 8 kg/pro capite/anno) è di gran lunga il più elevato nel mondo. Il 95% dei capolini prodotti in Italia è consumato sul mercato interno e, nonostante l’Italia sia la prima produttrice mondiale di carciofo, è anche un Paese importatore di prodotto fresco (nei mesi invernali quando il freddo nazionale rallenta la produzione).

Il carciofo è ricco di fibra alimentare, utile a mantenere la funzionalità intestinale e probabilmente anche a controllare i livelli ematici di glucosio e colesterolo. La fibra contribuisce inoltre al raggiungimento del senso di sazietà, quindi aiuta a limitare il consumo di alimenti a elevata densità energetica. L’inulina è un polisaccaride (polimero del fruttosio) idrosolubile, non digerito dai nostri succhi intestinali (fibra solubile), ma metabolizzato dai bifidobatteri e quindi con proprietà prebiotiche perché utile a far proliferare alcuni microrganismi (detti probiotici), che costituiscono la flora batterica utile al nostro organismo in quanto inibiscono l’insediarsi di batteri dannosi. Altri ortaggi, nei quali l’inulina è contenuta soprattutto nelle radici, sono il topinambur e le cicorie. Alcuni oligosaccaridi contenenti fruttosio (quelli della serie del raffinosio = galattosio-glucosio-fruttosio) sono presenti nella buccia dei legumi e, similmente all’inulina, quando vengono ingeriti sono fermentati nel colon dai bifidobatteri, stimolando così non solo l’effetto benefico dei probiotici, ma anche emissioni di gas che possono arrecare disturbo nella vita di relazione. I fitosteroli sono composti di natura steroidea che inibiscono l’assorbimento intestinale del colesterolo e pertanto esercitano un effetto ipocolesterolemizzante; un’alimentazione ricca di ortaggi e che utilizza l’olio extravergine d’oliva come condimento consente di introdurre una quantità di fitosteroli pari a circa 600-800 mg/giorno. È questa una buona quantità di fitosteroli che caratterizza le abitudini alimentari mediterranee ed è salutare perché permette di modulare l’assorbimento del colesterolo del carciofo come sostanza coleretica, diuretica, epatoprotettiva ed epatostimolante. Chimica delle molecole biologicamente attive presenti nel carciofo Dal punto di vista chimico le foglie del carciofo contengono diverse molecole con importanti attività farmacologiche. Di seguito sono descritte le caratteristiche delle principali sostanze attive.

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