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Dieta vegana, il no dei pediatri: “Non è sufficiente, richiede unʼintegrazione”

La dieta vegana risulta infatti molto utile nella prevenzione dell’aterosclerosi in quanto: riduce sensibilmente il colesterol ematico (dislipidemia), è ricchissima di antiossidanti e, pur essendo piena di carboidrati, “dovrebbe” apportare quantitativi di fibra alimentare sufficienti a regolare l’indice glicemico dei pasti, scongiurando (di conseguenza) la glicazione delle proteine plasmatiche. Un regime alimentare di questo genere – specie in età pediatrica – potrebbe non consentire un corretto sviluppo di un organismo in crescita.

La dieta vegana e quella vegetariana, inoltre, non sono neanche ottimali per le donne incinte. Sbagliato, almeno secondo il parere degli esperti. La dieta vegana, eccessivamente restrittiva, povera di alimenti benefici come le proteine animali, vitamina B12, ferro e – secondo le ultime ricerche – anche di fluoro, è altamente sconsigliata a un individuo in crescita. Analogamente alla dieta vegetariana, la dieta vegana ripudia l’utilizzo di carne, pesce, molluschi e crostacei, ma a differenza di essa esclude anche tutti i “derivati animali” come le uova, il latte, i formaggi e il miele; simile dal punto di vista compositivo, ma totalmente differente per principi politici, filosofici ed etici, è la dieta vegitan.

L’alimentazione vegana non è di per sé sufficiente e richiede un’integrazione, per questo i genitori devono essere consapevoli che si pongono alcuni limiti nel caso in cui vogliano sceglierla per i propri figli. Tra i danni possibili si segnalano patologie a carico del sistema nervoso, anemia e problemi legati alla crescita. A evidenziare in maniera chiara e lineare questi concetti è Claudio Maffeis, referente della Società italiana di pediatria, commentando il caso del ricorso respinto dal Tar di Bolzano presentato da una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la loro bimba all’asilo nido. “L’alimentazione onnivora è quella proposta dalla Società italiana di Nutrizione umana come quella di riferimento”. Dall’altra è stata l’occasione per i detrattori di rilanciare le dichiarazioni del presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale che sconsiglia la dieta vegana in età pediatrica oltre che per le donne in dolce attesa. “Quella vegetariana può essere utilizzata (lattoovovegetariana) purché anche questa sia seguita bene, per quella vegana resta sempre da integrare a tutte le età e comporta di seguire bene il bambino nel tempo e monitorarlo attentamente”, spiega Maffeis.