Dopo ictus si può recuperare la mobilità degli arti

15 gennaio 2012 08:170 commenti

Un nuovo metodo potrebbe aiutare i pazienti colpiti da ictus cerebrale che dimostrano difficoltà a muovere gli arti. La tecnica, sviluppata a Bologna e nota come Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), agisce inibendo la corteccia motoria dell’emisfero sano che altera quella della parte lesa.

Molte persone sopravvissute ad un ictus (un fenomeno di ischemia o emorragia cerebrale) hanno difficoltà a muovere alcune parti del corpo, quali le mani, un intero braccio o le gambe. Per aiutare a recuperare la loro mobilità, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha disegnato una nuova tecnica, capace di stimolare il cervello di questi pazienti. Si tratta della Stimolazione magnetica transcranica (TMS), la quale viene descritta dagli scienziati in un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Neurology.

Cos’è l’ictus?

Nelle società occidentali, l’ictus è la principale causa di disabilità, lasciando segni evidenti in cui n’è stato colpito, quale la difficoltà nel muovere correttamente le braccia, le mani o le gambe.

Questo fenomeno è una conseguenza del danno cerebrale provocato dall’ictus, puntualmente nelle regioni motorie del cervello.

Oggigiorno, le tecniche di riabilitazione disponibili sono poco efficaci, soprattutto nei casi di pazienti cronici, ovvero a distanza di oltre i 6 mesi dall’ischemia cerebrale.


La soluzione bolognese

La nuova terapia sviluppata dagli specialisti del Dipartimento di Psicologia dell’Alma Mater di Bologna si basa nell’uso di un’innovativa tecnica di stimolazione non invasiva del cervello, stimolazione magnetica transcranica (TMS).

Secondo lo scienziato Alessio Avenanti dell’Università di Bologna, “La TMS è stata applicata per inibire la corteccia motoria dell’emisfero sano. Questa, in seguito all’ictus, prende il sopravvento sulla corteccia motoria dell’emisfero leso e può interferire con il suo funzionamento. Il nostro metodo è stato sviluppato per essere usato in combinazione con le classiche tecniche di riabilitazione motoria”.

In questo modo, la TMS è capace di stabilire uno stato transitorio nel quale la corteccia motoria lesa, liberata dall’interferenza di quella sana, diviene più ricettiva nell’apprendere i movimenti, aumentando l’efficienza delle tecniche di riabilitazione motoria tradizionale.

Per comprovare l’efficacia della TMS, gli scienziati l’hanno testata durante 2 settimane su 30 pazienti con disturbi motori causati dall’ictus, controllando poi gli effetti della terapia per i seguenti 3 mesi.

I risultati hanno dimostrato un deciso e stabile miglioramento nella forza e nella destrezza dell’arto danneggiato durante tutto il periodo di monitoraggio. “Lo studio – conclude Avenanti – mostra inoltre che le prestazioni motorie e l’attività cerebrale dei pazienti sono migliori rispetto a quelle ottenute con trattamenti alternativi dimostrando la specificità e superiorità dell’innovativo trattamento”.






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