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Down: cura con Prozac già in gravidanza è rischiosa per ricercatori italiani

La cura a base di Prozac che è in grado di contrastare la sindrome di Down è stata per ora testata solo sui topi da laboratorio e quindi, per esserne provata scientificamente, dovrà superare anche il test sugli essere umani. E’ questa la conclusione alla quale sono giunti sia i ricercatori italiani che quelli che americani che, per strade diverse, stanno cercando di capire che impatto possa esserci dalla somministrazione del più famoso dei farmaci antidepressivi sulla cura della sindrome di Down.

Per avere la prova scientifica sulla possibilità di contrastare la sindrome di down con il Prozac sarà necessario sottoporre donne e bambini down alla somministrazione, controllata, del farmaco. Su questo punto, però, non esiste alcuna unità di intenti tra i ricercatori statunitensi della University of Texas Southwestern Medical Center in Dalla e i loro collegi italiani dell’Università di Napoli e del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’università di Bologna. I primi, infatti, sono intenzionati a testare il Prozac già sulle donne in stato di gravidanza per poi proseguire con la somministrazione del farmaco antidepressivo sui bambini down nei primi loro due anni di vita mentre i ricercatori italiani sono invece orientati a sperimentare benefici del Prozac solo bambini che hanno un’età compresa tra i 5 e i 10 anni e mai comunque sulle mamme in gravidanza. . Secondo gli scienziati italiani, infatti, il rischio che possano esserci delle complicazioni sulla gravidanza delle donne che attendono figli affetti da sindrome di down è decisamente alto e la medicina non può assolutamente prendersi una responsabilità di questo tipo anche perchè le prove a suffragio dell’utilità del Prozac nel contrasto della sindrome di down sono limitate alla sola sperimentazione in laboratorio.

La parole d’ordine dei ricercatori napoletani, quindi, è quella di andare con i piedi di piombo per evitare l’insorgere di danni ancora peggiori. I loro colleghi americani, invece, sembrano procedere spediti per la loro strada visto che, stando ai dati riportati dalla Mit Technology Review, già su 200 neonati affetti da sindrome di down si sta sperimentando il prozac.

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