Effetti della radioattività sulla salute

25 dicembre 2011 07:140 commenti

La radioattività è un fenomeno naturale, presente in tutto il pianeta, provocata da certe particelle elementari, sopratutto fotoni, che hanno un’energia talmente alta da poter separare elettroni dagli atomi con cui si scontrano.

È ormai noto da molti anni che la radioattività ha effetti potenzialmente dannosi per la salute. I danni da avvelenamento da alte dosi di radiazioni sono abbastanza ben conosciuti, essendo più difficili da valutare i danni da esposizione a basse dosi.

La radiazione assorbita da una persona si misura in Sievert, ovvero la quantità di energia che riceviamo per chilo peso corporeo.

Ogni giorno tutti riceviamo una dose normale di 0.000001-3 Sv (uno/tre milionesimi di Sv, o microSv). Ma ci sono eccezioni; ad esempio, volare in aereo aumenta l’esposizione a radiazioni fino a 10 volte. Inoltre, alcune regioni montagnose sono molto radioattive, aumentando le dosi di cento volte, come accade anche nelle vecchie cantine sotterranee.

Tuttavia, un’esposizione massima di 0.2 Sv al giorno non causerebbero alcun sintomo.


L’esposizione dannosa alla radioattività

L’avvelenamento da radiazioni studia le dose puntuali che causano danno alla salute.

Oltre ai 0.2 Sv e fino a 1 Sv, le persone manifestano dolori alla testa, e si produce immunodeficienza. Tra 1 e 2 Sv, si verificano nausea e vomito, aumentano il rischio di infezioni e si producono sterilità permanente e aborti. La mortalità è del 10%.

Fino a 3 Sv la mortalità cresce al 35%, si perdono tutti i capelli e si riscontra un’immunodeficienza grave, simile all’Aids in fase terminale. Tra i 4 e 5 Sv, compaiono emorragie orali, sottocutanee e renali. Con dosi radioattive pari a 6 Sv, la mortalità è tra il 60-90%, e i pazienti avvelenati muoiono di infezioni e emorragie interne.

Se l’esposizione raggiunge i 10 Sv, l’unica speranza di sopravvivenza è quella di trapiantare il midollo osseo. Superato questo limite non vi sono speranze.

Le esposizioni a dose deboli

L’esposizione a basse dosi di radioattività è stata vincolata sopratutto all’aumento nel rischio di cancro, sopratutto di leucemia. È stato suggerito che l’esposizione a una dose di 0.1 Sv per anno è compatibile con un aumento del 9.7% del rischio di sviluppare tumori maligni.






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