Elaborato un nuovo test diagnostico per il morbo di Alzheimer

10 marzo 2014 17:350 commentiDi:

ricercatori

La ricerca compie un altro importante passo in avanti nel campo delle malattie neurodegenerative. Un gruppo di ricercatori americani, attivi presso la Georgetown University, ha infatti messo a punto un nuovo tipo di test ematico in grado di predire il possibile sviluppo del morbo di Alzheimer, con una precisione e una affidabilità pari al 90 per cento dei casi. 

A dare la notizia uno studio pubblicato su Nature Medicine, all’interno del quale si descrive il nuovo test diagnostico in grado di identificare le persone a rischio di declino cognitivo con un anticipo di circa 3 anni, tempo che così potrà essere utilizzato per contrastare o prevenire la malattia grazie alla diagnosi precoce.

Che cos’è la malattia di Alzheimer

Questo nuovo test del sangue si basa sull’individuazione di dieci diversi tipi di lipidi che hanno valori più bassi nelle persone che hanno iniziato a manifestare i sintomi. Ora, tuttavia, il test si trova ancora nella fase sperimentale e potrà essere utilizzato a scopo preventivo nel giro di 2 anni.


Per arrivare a tracciare questo risultato i ricercatori della Georgetown University hanno tenuto sotto controllo per 5 anni, 525 persone con una età superiore ai 70 anni. Tra queste persone, un piccolo gruppo, circa 53 persone, ha sviluppato poi i sintomi del morbo di Alzheimer e i loro valori sono stati messi a confronto con quelli di un gruppo di controllo analogamente costituito, che è servito per trarre le conclusioni sulla presenza e sul ruolo dei lipidi citati in precedenza.

Alzheimer, le donne sono più a rischio degli uomini

Le persone che avevano manifestato i sintomi, infatti,presentavano un livello di questi grassi decisamente più basso degli altri, con una corrispondenza di circa il 90 per cento.

Oggi il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che colpisce più di 35 milioni di persone nel mondo e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – nel 2050 il loro numero potrebbe raggiungere e superare anche i 110 milioni. E’ per questo di fondamentale importanza proseguire sulla strada delle ricerche che consentano una diagnosi precoce per questa malattia per cui ancora non esiste una cura completamente efficace.






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