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“Elisa ha trovato un donatore. Per mia figlia si riaccende la speranza”

“Finalmente Elisa ha il suo donatore. Non è un gemello genetico, come tutti speravamo, ma è un donatore compatibile circa al 90%. – si legge –  Attualmente la piccola si trova in una cameretta sterile e sta affrontando una chemio preparatoria che la porterà a breve verso il trapianto.

Il papà Fabio, la mamma Sabina e il team della pagina, ci tengono a voler ringraziare tutti. Grazie a tutti coloro che hanno diffuso il messaggio di speranza, a chi ha sostenuto la causa nelle proprie bacheche, a chi ogni giorno ci ha riempito di baci, coccole e frasi affettuose. Grazie a chi è andato a tipizzarsi facendoci capire che basta poco per aiutare, che basta poco per salvare una Vita.  Grazie anche a chi non ha potuto donare con la goccina di sangue, ma che ha donato con la voce del cuore. Vi terremo aggiornati appena i genitori ci daranno ulteriori info. Adesso non resta che sperare e, per chi ha fede, pregare.  FORZA ELISA… siamo tutti con te.”

Una nota congiunta di Centro Nazionale Trapianti, ospedale pediatrico romano, Registro IBMDR, d’intesa con le associazioni ADMO e ADOCES dell’ottobre scorso spiegava che erano stati gia’ individuati “alcuni donatari potenzialmente compatibili e altri erano in fase di studio”.

Che cos’è il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali periferiche

Tutti sappiamo cosa significa trapianto di un organo, ma per capire il significato di trapianto di midollo osseo (TMO), o più correttamente di cellule staminali emopoietiche (CSE), bisogna sapere che cos’è il midollo osseo, cosa sono le cellule staminali emopoietiche e a che cosa servono.
Il midollo osseo si trova nella parte interna delle ossa, è di consistenza gelatinosa o semi fluida, ed al suo interno ci sono le cellule staminali emopoietiche che producono globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Questa funzione viene chiamata emopoiesi.

Come si preleva il midollo osseo

Le cellule staminali si possono trovare in misura nettamente inferiore anche nel sangue periferico e quindi, con tecniche che descriveremo in seguito, possono essere raccolte mediante un normale prelievo di sangue.
Sia il midollo che il sangue circolante, dunque, rappresentano una possibile fonte di cellule staminali emopoietiche.
Il midollo viene prelevato da un osso del bacino e, se necessario, dallo sterno.
L’intervento, che in genere dura 1 ora, può essere fatto sia in anestesia generale che in anestesia locale (spinale). Con un grosso ago si punge fino a raggiungere la cavità interna dove c’è il midollo e con la siringa si aspirano piccole porzioni, 3-5 ml per volta, fino a raggiungere la quantità necessaria per il trapianto,circa 700-1000 ml, a seconda del peso corporeo del donatore e del ricevente.
Per evitare l’anemia, conseguente al prelievo di circa 1 litro del proprio midollo osseo, il donatore generalmente riceve una trasfusione del proprio sangue che viene prelevato circa 2 settimane prima (per evitare il basso rischio di epatite o AIDS eventualmente legato ad una trasfusione da banca del sangue).
Nel donatore non vi è una perdita della funzionalità midollare, in quanto il midollo prelevato viene ricostituito interamente nell’arco di poche settimane.

Come si prelevano le cellule staminali periferiche

Le cellule staminali emopoietiche, anche se in misura molto limitata , si trovano anche nel sangue circolante.
Per aumentare il loro numero si fa uso di farmaci denominati fattori di crescita granulocitari, che vengono somministrati per via sotto cutanea per 4-6 giorni.
Questa fase di stimolazione viene chiamata mobilizzazione.
Successivamente, le cellule staminali emopoietiche vengono prelevate e separate da altri elementi del sangue mediante un separatore cellulare, concentrando il prodotto finale in 200-250 ml. Questa tecnica viene definita aferesi. Oggi si dispone i programmi computerizzati che hanno permesso di ridurre sia la durata delle procedure (3-4 ore) sia il numero di aferesi (1-4).

Le cellule staminali emopoietiche prelevate dal midollo o dal suo sangue periferico devono essere trattate in laboratorio per ridurre il volume della sospensione cellulare e per eliminare, per quanto possibile, globuli rossi, piccoli coaguli di grasso e frammenti ossei.
Una volta prelevate e trattate in laboratorio, le cellule vengono congelate in vapore di azoto a -136° C.
In questo modo le cellule possono essere conservate per alcuni anni.

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