Ernia iatale reflusso gastroesofageo

19 ottobre 2010 10:560 commentiDi:

ernia iatale1 esofago. 2 colonna vertebrale. 3 stomaco. 4 duodeno. 5 ernia. 6 diaframma.

Il cardias (struttura muscolare con funzione di valvola) è la giunzione tra l’esofago e lo stomaco appena sotto il diaframma.

Il cardias è uno sfintere: si apre per far passare il bolo alimentare nello stomaco, quindi si richiude.

L’ernia iatale e il reflusso gastroesofageo 

Il cardias è sovente la sede di una disfunzione, nel momento in cui questa zona gastroesofagea scivola al di sopra del diaframma nel torace: è l’ernia iatale.  

Il cardias può essere ipotonico, si richiuderà male e del contenuto gastrico potrà essere respinto nell’esofago: è il reflusso gastroesofageo. (RGE). 

Pirosi gastrica  

Il contenuto gastrico è corrosivo, è particolarmente  aggressivo a causa della presenza di acido cloridrico e dei sali biliari. La mucosa esofagea non è preparata a sopportare questa causticità, pertanto il RGE si traduce in dolore: pirosi. 

Questo dolore è tipicamente un bruciore che risale dietro lo sterno, lungo l’esofago; può essere limitato all’epigastrio (appena al di sotto della punta dello sterno); può risalire fino alla bocca ed essere associato ad una rigurgito acido. 

A volte i sintomi sono molto ingannevoli: una tosse notturna dovuta ad un rigurgito acido che ritorna nei bronchi in posizione orizzontale, provoca un dolore simile a quello di un’angina pectoris (manifestazione clinica più frequente e tipica della sofferenza del cuore). 

Di norma, una RGE isolato non comporta un’alterazione dello stato generale.

Fattori che favoriscono il RGE 

Il RGE è provocato più facilmente nel momento postprandiale (dopo i pasti),  con la flessione del tronco in avanti, la posizione tipica che si assume per allacciarsi le scarpe, con il decubito, cioè la posizione orizzontale, con l’assunzione di cibi acidi,  bevande alcoliche e caffeina. L’obesità è un fattore che favorisce il RGE. 


L’evoluzione di un RGE 

Un RGE è fisiologico in fase postprandiale (dopo un pasto), ma i movimenti peristaltici dell’esofago, normalmente, fanno ripassare il bolo alimentare nello stomaco. 

Sovente un RGE patologico è cronico,  evolve attraverso spinte e remissioni con miglioramento dei sintomi. La mucosa esofagea è, in linea di massima, normale. 

Se un RGE persiste, la mucosa dell’esofago può lesionarsi, ulcerarsi e dare origine ad un’esofagite peptica. 

Può generare una lesione precancerosa e/o metaplasie.  

Può dar luogo ad una stenosi peptica,  cioè un restringimento dell’esofago

Esami complementari raramente sono indispensabili davanti ad un RGE isolato

In alcuni casi, è comunque necessario procedere ad un’endoscopia del tratto digestivo superiore, per visualizzare e valutare l’entità di una lesione all’esofago o al cardias, per riscontrare un’ulcera gastrica o duodenale, per ricercare un’esofagite, o a biopsie per la ricerca di metaplasie, soprattutto se il paziente ha superato i 50 anni, ha perso peso, è anemico o ha riscontrato sanguinamento gastrointestinale. A maggior ragione se fuma e/o  abusa di bevande alcoliche. 

A giudizio dello specialista, a volte viene prescritto l’esame del sistema pH-metrico, per misurare il pH dell’esofago, cioè il suo livello di acidità, nell’arco delle 24 ore. 

Il trattamento medico è generalmente efficace

Misure igiene-dietetiche e posturali vengono abitualmente proposte dagli specialisti:

dormire con la testata del tetto rialzata, evitare di  stendersi subito dopo un pasto, evitare di forzare i muscoli del torchio addominale (posizione tesa in avanti), evitare tabacco, alcolici, caffè, the, cioccolata e menta,  consigliabile un dimagrimento in caso di peso eccessivo. 

I trattamenti antiacidi sono numerosi e vengono sempre prescritti da uno specialista, in base alla tipologia e al grado della disfunzione. 

Gli antiacidi riducono l’acidità del contenuto gastrico. Gli  IPP, inibitori della pompa protonica hanno l’azione principale di una pronunciata riduzione, a lunga durata (dalle 18 alle 24 ore) dell’acidità dei succhi gastrici. 

Una cura medica ben seguita generalmente basta  a contenere il RGE.

In determinati pazienti potrà essere consigliato un intervento chirurgico per il trattamento dell’ernia iatale sintomatica: riposizionando ed ancorando l’esofago distale nella cavità addominale e,  se necessario, suturando anche i pilastri diaframmatici.  






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