Fecondazione assistita e rischio malformazioni

7 giugno 2012 10:490 commenti

Uno studio condotto in Australia presso il Robinson Institute di Adelaide, pubblicato sul prestigioso The New England Journal of Medicine, ha sottolineato la possibilità di malformazioni del nascituro a seguito di fecondazione assistita. I ricercatori, in particolare, grazie ai registri presenti nel loro paese hanno preso in considerazione tutte le nascite e le interruzioni di gravidanza che si sono verificate da gennaio del 1986 e fino a dicembre 2002, mettendo a confronto il numero di malformazioni che hanno portato a interrompere la gravidanza, che si sono manifestate alla nascita o nei primi cinque anni di vita del bambino, dividendo i casi a seconda del metodo di concepimento:  procreazione assistita e concepimento naturale. Nell’ambito di quest’ultimo gruppo, inoltre, è stata effettuata un’ulteriore divisione in modo tale da isolare quelle donne che avevano avuto altre gravidanze con la fecondazione artificiale o che avevano riscontrato problemi di infertilità ma non si erano sottoposte a trattamenti.

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Al termine di questo studio, dunque, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che le probabilità di avere un figlio con malformazioni congenite sono maggiori se si ricorre alla fecondazione assistita. In questo caso, infatti, la media è dell’8,3% contro il 5,8% registrato tra i concepiti naturalmente. Le malformazioni congenite riscontrate sono di vario tipo: si parla di paralisi cerebrali e di anomalie cardiache, di malformazioni dell’apparato muscolo-scheletrico, gastroenterico o genito-urinario.

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I ricercatori hanno però segnalato che il rischio aumenta notevolmente in due specifici casi. Il primo riguarda l’Icsi, ossia l’iniezione nella cellula uovo dello spermatozoo, in quanto in questo caso il rischio di malformazioni passa al 9,9% , mentre il secondo casa riguarda l’assunzione, da parte delle donne, del clomifene citrato, ossia un farmaco che serve a stimolare l’ovulazione e che se assunto in dosi o modalità errate può aumentare molto le probabilità di malformazioni.

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