Flop pillola 5 giorni dopo per l’obbligo del test di gravidanza

18 settembre 2012 10:060 commenti

La pillola dei cinque giorni dopo? Praticamente un flop in Italia dove risultano vendute solo 4.500 confezioni in poco più di 5 mesi, da quando Ellaone, il tipo di contraccezione di emergenza a base di ulipristal acetato (UPA), è arrivato lo scorso aprile nelle farmacie italiane. Secondo i dati vengono diffusi dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione (SMIC) ben 7 ginecologi su 10 non la prescrivano.

Il motivo? Per essere prescritto il farmaco necessita dell’obbligo di una ricetta medica non ripetibile, ma anche dell’obbligo per la donna di effettuare un test di gravidanza preventivo prima della prescrizione (caso unico al mondo) e l’obbligo del medico di verificarne l’esito prima di poter effettivamente prescrivere il farmaco.

D’altra parte i medici sono concordi nel considerare questo tipo di pillola una soluzione migliorativa rispetto alla pillola del giorno dopo. “Se il farmaco viene utilizzato nelle prime 24 ore dal rapporto a rischio – spiega Emilio Arisi presidente della SMIC – è tre volte più efficace delle precedenti preparazioni a base di levonorgestrel, e comunque lo è due volte di più nelle prime 72 ore”.

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Sarebbe il caso facilitarne l’uso e non di creare degli inutili impedimenti burocratici che scoraggiano gli stessi medici a non prescriverla, ma di fatto, stando così le cose, la pillola dei cinque giorni dopo è decisamente un flop anche considerando i dati di diffusione ricavati in Germania (circa 13.000). Dati che hanno fatto immediatamente sollevare la protesta delle associazioni di tutela della donna secondo cui si tratta semplicemente di un diritto negato. 

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