Fuga dalla sanità tricolore, sempre più italiani rinunciano a curarsi

1 ottobre 2014 11:000 commenti

L’Italia è un bellissimo Paese, molti cittadini stranieri hanno deciso di trascorrere nella Penisola il resto della loro esistenza, eppure ci sono delle questioni che si stanno aggravando e che rendono la persistenza in Italia una cosa molto complicata.

Codice-fiscale-su-tessera-sanitaria

Scegliere di restare in Italia vuol dire adeguarsi ad una serie di sistemi, tra cui, ad esempio, il sistema sanitario che fino a qualche tempo fa era anche organizzato in modo interessante perché garantiva assistenza gratuita anche nell’anonimato, a chiunque ne facesse richiesta. Una scelta di civiltà, quella italiana, che si scontra adesso con problemi di natura economica che rendono maggiormente convenienti e competitive le cure ricevute all’estero.

> Ticket sanitari? Ecco quanto si spende nel Lazio


In Italia i ticket per le prestazioni mediche sono sempre più costosi e in più, chi cerca di prenotare una visita specialistica, deve fare i conti con lunghissime liste d’attesa. La reazione che va per la maggiore di fronte a tanto disagio è quella di rinunciare alle cure mediche sacrificando anche la propria salute. A rilevare il disagio è intervenuto anche il Rapporto PIT Salute che precisa: il 58% delle difficoltà legate al sistema sanitario si deve alle liste d’attesa e al 31% c’è l’ostacolo ticket. Sono diminuiti i casi di malasanità che tanto avevano ossessionato gli italiani n passato ma di fatto non c’è un miglioramento del rapporto cittadino-sanità.

I costi, poi, sulle famiglie incidono parecchio perché ogni anno si conta un esborso medio di 650 euro per i farmaci necessari e non rimborsati, 901 euro per i parafarmaci e 7390 euro per le strutture redienziali, oppure 9000 euro per il pagamento di una badante. Intonro ai 1000 euro la spesa per le visite specialistiche. Chi può va all’estero, gli altri rinunciano.






Tags:

Lascia una risposta