Guano storni Roma: rischio contagio tubercolosi da escrementi all’uomo è rarissimo

Il presidente della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Antonio Chirianni, interpellato a proposito dell’emergenza guano che sta interessando alcune zone di Roma, ha affermato che la possibilità che negli escrementi prodotti dagli storni che infestando interi parchi di Roma si nasconda il batterio della tubercolosi esiste ed è concreto mentre rappresenterebbe un evento fuori dal comune la possibile trasmissione del batterio all’uomo. Gli abitanti di Roma, quindi, perlomeno da un punto di vista medico in senso stretto, non correrebbero alcun rischio malattie dal guano che infesta alcune strade. Diverso il discorso per quello che riguarda il rischio igiene. E’ ovvio che in questo caso, infatti, la presenza dello strato di escrementi degli uccelli non rappresenta il massimo della sicurezza igienica soprattutto perchè il guano, molto spesso, è collocato accanto a scuole o comunque a zone che sono frequentate da bambini.

C’è quindi un problema dovuto agli escrementi degli uccelli e l’Aduc, l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori, non ha alcuna difficoltà ad ammettere che il caso del guano era stato già segnalato all’amministrazione capitolina negli anni Novanta. Da allora, però, nonostante sollecitazioni di ogni tipo e l’esortazione ad attuare interventi di riduzione e contenimento della presenza degli storni a Roma, il Comune non avrebbe fatto praticamente nulla. L’emergenza, ha commentato Primo Mastrantoni dell’Aduc, si poteva evitare anche attraverso un incremento degli interventi di pulizia sopratutto di quelle strade e quelle aree che sono collocate nei pressi delle scuole, ma, anche in questo caso nulla è stato fatto. In pratica è tutto fermo a 20 anni fa e se è vero che il rischio di trasmissione della tubercolosi a partire dai batteri che nel guano sono presenti, all’uomo, è un evento rarissimo, è chiaro che l’infestazione del guano siano un ulteriore problema igienico-ambientale con cui Roma deve fare i conti.

 

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