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HIV: enzima spezza riproduzione del virus, svolta nella ricerca

La lotta contro l’AIDS potrebbe aver trovato un valido alleato. Un team di ricercatori della Temple University di Philadelphia (USA) ha infatti scoperto un enzima che è in grado di andare a colpire e quindi uccidere solo quelle cellule che sono infettate dall’HIV. Si tratta di una coperta molto importante che potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta planetaria contro l’AIDS. Nonostante, infatti, di sieropositività di parli sempre di meno (anche a causa dell’emergere di nuove, fatali, malattie, di AIDS si continua morire in tutti gli angoli del pianeta. Dati alla mano, solo nel nostro paese, nell’anno che si è appena concluso almeno 3000 persone hanno contratto questo virus. Si tratta di un numero davvero impressionate se si considera che sono ormai tanti anni che vengono sistematicamente pubblicizzati i metodi per impedire la diffusione del virus: dall’uso del preservativo ad una serie di altre accortezze oltre alla necessità di compiere specifici esami se si è soggetti a rischio.Forse, quindi, in Italia si muore meno di AIDS ma la pericolosità della malattia è immutata proprio perchè non si riesce a trovare una soluzione definitiva. La scoperta americana, invece, andrebbe proprio in tale direzione.

Negli ultimi anni la lotta contro l’HIV ha fatto passi davvero da gigante ma la scoperta dei ricercatori americani va ben oltre. Questa volta, infatti, sarebbe stato individuato quasi un antidoto. Un enzima che, se tutto fosse confermato, davvero potrebbe essere definito miracoloso proprio perchè non va ad alterare il dna del paziente sieropositivo. In poche parole, quindi, il nuovo enzima anti AIDS avrebbe l’indiscusso merito di non presentare effetti collaterali nocivi per il soggetto colpito dal virus.

Secondo uno dei ricercatori che sono riusciti a isolare questo enzima in laboratorio, è molto probabile che, molto presto, si sia in grado di spezzare la riproduzione nei geni del virus. Riuscire a rompere la catena di montaggio dell’AIDS significherebbe sconfiggere questa malattia.

Uno dei problemi che però si aprirebbero, riguarderebbe però i costi di produzione e realizzazione dei una terapia basata su questo enzima. Si tratta di un problema di non poco conto perchè la stragrande maggioranza dei malati di AIDS sono uomini, donne e bambini di paesi del terzo mondo.