Identificata la proteina che causa la metastasi di un tumore, la periostina

9 dicembre 2011 13:123 commenti

Cellule tumorali circondate da una rete di periostina (rosso)

È stata recentemente individuata una proteina, chiamata periostina, che potrebbe essere la principale responsabile delle metastasi, ovvero la disseminazione di un tumore maligno dal sito del tumore originale verso altri tessuti del corpo.

Questa è la conclusione più rilevante di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Svizzero di Ricerca Sperimentale contro il Cancro, presso il Politecnico Federale di Losanna. I risultati, pubblicati recentemente nella versione online della rivista Nature, affermano che questa proteina sarebbe capace di “risvegliare” le cellule staminali (primordiali) di un tumore e facilitare la propagazione del cancro nell’organismo.

Le cellule tumorali sono in grado di propagarsi dal tumore primario in tutto il corpo, attraverso un fenomeno noto come “metastasi”, ma non tutte sono in grado di iniziare questo processo. Le responsabili delle metastasi sono le cellule staminali del cancro, le quali “viaggiano” per via sanguigna o linfatica fino a trovare una nuova sede favorevole, dove possano iniziare la loro moltiplicazione. Perché un luogo sia idoneo alla crescita cellulare serve appunto questa proteina, la periostina, il cui ruolo è di rendere propizio un certo ambito per la riproduzione delle cellule tumorali. Difatti, senza la periostina, queste cellule si inattivano e muoiono.


La periostina si ritrova normalmente negli adulti, nella matrice cellulare di alcuni tessuti quali cute, intestino, ghiandola mammaria e ossa. Svolge una funzione importante nella crescita dell’embrione e del feto.

Le conseguenze di questo studio sull’ambito clinico sono assai rilevanti; basta dire che i ricercatori, attraverso un anticorpo specifico disegnato contro la periostina, sono riusciti a prevenire la metastasi dei tumori e quindi la proliferazione di tumori secondari nei topi. In più, non si sono verificati effetti secondari indesiderati.

Tuttavia, sebbene nei roditori la ricerca abbia dato ottimi risultati, “ciò non significa necessariamente che questo possa valere anche nell’uomo“, spiega Joerg Huelsken, uno dei responsabili dello studio.

La sfida adesso è quella di sviluppare un anticorpo che funzioni allo stesso modo, inattivando la periostina, nell’uomo. Riuscire a evitare la propagazione a distanza dei tumori sarebbe la mossa più importante mai raggiunta nella lotta contro il cancro.






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3 commenti

  • GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE,GRAZIE! Non smetterò mai, io ed atre migliaia di persone, di ringraziare i veri studiosi e lottatori contro il cancro. Sappiamo benissimo il giro economico attorno a questa maledetta malattia e questo di sicuro impedisce a chi davvero potrebbe, di informarci su come prevenir la,combatterla o distruggerla. Sono diposto a qualunque sacrificio pur di dare sostegno alla lotta VERA contro il tumore ma nel mio piccolo poco posso fare. Grazie al gruppo di ricercatori svizzeri ed a tutti coloro che possono far sentire la loro concreta voce. Che Dio vi benedica.

  • La cura contro il cancro è conosciuta da decenni il fatto è che nelle casse farmaceutiche entrano 50 000 000 000 di euro all’anno in tutto il mondo e non rinuncieranno mai a uno fra i più grandi mercati mondiali facilmente…

  • cinzia vullo

    leggendo mi sono incuriosita tanto, e vi ringrazio per quello che fate, ma volevo sapere se fate sperimentazione su persone, avendo una cugina con tumori vari, ed cronica.

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