Il dolore di un lutto può causare un infarto

11 gennaio 2012 06:130 commenti

Dopo il decesso di una persona cara, il cuore dei familiari è a rischio di subire un infarto.

In particolare, il giorno dopo la morte, la probabilità di subire un attacco di cuore è di 21 volte superiore; questo rischio si prolunga anche durante tutta la prima settimana, con una probabilità di infarto 6 volte superiore al normale.

L’avvertenza è stata lanciata da un gruppo di cardiologi appartenenti alla Harvard Medical School, negli Stati Uniti. Secondo i dottori, i parenti stretti del defunto sono particolarmente a rischio, e perciò devono mettersi a riparo.

Questa conclusione emerge da uno studio, i cui risultati sono consultabili sul Journal of American Heart Association. Nell’indagine, gli esperti hanno esaminato circa due mila casi di soggetti che avevano subito un infarto miocardico ed erano sopravvissuti.

In particolare, i ricercatori si sono concentrati su persone che avevano avuto un attacco di cuore durante le prime settimane dopo un lutto in famiglia. Dopo aver esaminato tutti i casi, hanno concluso che il rischio era notevolmente maggiore nei primi giorni e nelle prime settimane della calamità.


In Italia un caso simile si è presentato lo scorso novembre, quando due fratelli sono morti a causa di un infarto a distanza di un’ora a Catania.

Questo è il primo studio che si concentra nel primo periodo dopo un lutto; indagini precedenti avevano già dimostrato che il compagno di una persona deceduta, nel lungo andare, aveva un maggiore rischio di morire a causa di un infarto miocardico o di ictus, e il fenomeno è stato definito dalla comunità medica come “sindrome del cuore spezzato”.

Lo stress e il dolore che comporta il decesso di una persona cara provoca danni diretti sulla salute dei famigliari o amici stretti, che si manifestano con insonnia, inappetenza e depressione. Se il dolore è profondo, perfino il sistema immunitario soffre, e in più si possono sviluppare malattie cardiovascolari.






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