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Il donatore di sperma ideale introverso: come le donne decidono i geni dei propri figli

Uno studio condotto dalla Queensland University of Technology effettuato su un campione di uomini compresi tra i 23 e i 66 anni provenienti da diversi Paesi, come Italia, Stati Uniti, Svezia, Canada, Regno Unito e Australia, ha fatto emergere un dato molto importante e per certi versi inaspettato: il donatore di sperma ideale per le donne che vogliono avere figli non è il classico prototipo del macho forte e robusto, bensì un tipo introverso e riservato.

I problemi relativi ai donatori di sperma tuttavia risiedono nella fioritura di mercati online, alcuni dei quali non sono certificati. Nell’aprile scorso, è stata diffusa la notizia che un donatore di sperma danese era in realtà affetto dalla neurofibromatosi di tipo 1, con la diretta conseguenza che molte donne che avevano scelto lui hanno avuto paura di un’eventuale trasmissione della malattia al loro bambino.

Si tratta di mercati online nei quali si rifugiano le aspiranti mamme intenzionate a programmare la genetica dei propri figli. Come ha spiegato il responsabile del team di ricerca Stephen Whyte, “il mercato online facilita una maggiore interazione tra beneficiario e donatore, consentendo in questo modo di esplorare le singole caratteristiche della personalità dei donatori”. Ciò porta tuttavia a dei rischi elevati, visto che si ricorre spesso a social network come Facebook nel reperire gruppi di donatori non certificati, dove si trovano potenziali donatori che non hanno effettuati i dovuti test di controllo.

Dal test è comunque emerso che il donatore di sperma ideale non rispecchi le caratteristiche del maschio duro e puro, quanto piuttosto quello dell’uomo pacato e introverso, un uomo da un’immagine più “femminile”, caratteristiche che forse le aspiranti mamme vogliono veder corrispondere nei propri figli. Personalità diverse dai classici standard dell’uomo. Ma è davvero giusto e quantomeno etico “programmare” il proprio figlio in questo modo?

 

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