Home / Salute / Il pianto dei bimbi vi manda in fumo il cervello? Tranquilli, è normale: lo dice la scienza

Il pianto dei bimbi vi manda in fumo il cervello? Tranquilli, è normale: lo dice la scienza

Quando udite un bambino piccolo che piange, voi che fate? Probabilmente, se non lo conoscete, vi voltate comunque verso di lui per capire il motivo del suo pianto. Figuriamoci poi se il bambino è vostro: il suo pianto vi manda subito in allarme, vi deconcentra distraendovi dalle mansioni quotidiane che state praticando, inducendovi a correre verso il piccolo al fine di soddisfare le sue necessità e mettere dunque fine alle sue lacrime. Bene, possiamo dirlo: il pianto dei bimbi vi manda in fumo il cervello, ma non preoccupatevi, perché è assolutamente normale, lo conferma anche la scienza!La ricerca di cui stiamo parlando è stata condotta da un team di psicologici dell’Università di Toronto e lo studio è stato pubblicato su Plos One. Le analisi sono state effettuate su solo 12 volontari, ai quali è stato chiesto di reagire a una determinata richiesta sia dopo aver sentito le risate del bambino sia mentre questi piangeva. I risultati, come ci si poteva aspettare, sono stati differenti. In breve, si è dimostrato come il pianto dei bimbi mandi letteralmente in tilt il nostro cervello.

Come si legge dallo studio, infatti, “l’istinto dei genitori rappresenta qualcosa d’innato, eppure finora nessuno si è mai chiesto se questo riguarda anche le funzioni cognitive del cervello. Se avessimo soltanto una reazione automatica ogni qualvolta sentiamo il pianto di un bimbo come riusciremmo a valutare l’ambiente circostante e a trovare la migliore soluzione per rispondere alle esigenze del piccolo?”

I risultati dei test hanno dimostrato chiaramente come i soggetti venivano ampiamente distratti dal pianto del bimbo, non riuscendo limpidamente e nell’immediato a identificare il colore di una parola scritta e facendosi pertanto distrarre, rispetto invece ai soggetti che, sentendo il bimbo ridere, hanno subito risposto giusto. Il pianto dei bimbi, quindi, “attiva un conflitto cognitivo nel cervello” e potrebbe “insegnare ai genitori come focalizzare meglio l’attenzione”: sostanzialmente, renderli multitasking o comunque capaci di “destreggiarsi rapidamente tra il bambino e le altre necessità“.

 

Loading...