Il ruolo dei topi nella lotta contro il cancro

4 dicembre 2012 11:530 commentiDi:

I topi sono gli animali più utilizzati nella sperimentazione biomedica. Sono animali molto prolifici in cui è possibile selezionare determinate caratteristiche genetiche e che hanno una vita media molto più concentrata di quella degli uomini. E’ quindi facile osservare in essi il decorso di malattie che negli uomini impiegherebbero anni per arrivare allo stesso stadio o manifestare gli stessi sintomi.

Per tutte queste ragioni i topi sono i mammiferi al centro della sperimentazione biomedica per la cura del cancro. I primi test su questi animali, fin dal 1940, dimostrano il potere cancerogeno di alcuni solventi, vernici, derivati del petrolio, amianto, radiazioni ionizzanti e ultraviolette, e la possibilità di individuare dei fattori di malattia nell’ambiente, per promuovere strategie di prevenzione primaria che prevedano l’eliminazione o il contenimento dell’esposizione.


Attraverso lo studio di alcune famiglie di topi si è poi scoperta la predisposizione familiare al cancro, la variabilità genetica dello stesso tumore in differenti ceppi (dunque il fatto che ogni malato ha una sua sensibilità alle cure), nonché il fatto che il Dna ha due codici genetici, uno già decifrato e uno da decifrare, depositario delle malattie.

Nel 1974 si realizza il primo topo transgenico; da qui, trasferendo nei topi i geni umani sospettati si scoprono varianti genetiche umane predisposte all’infarto, l’ictus, il diabete o la tubercolosi.

Nel 1992 arriva poi la scoperta degli oncosoppressori,  i geni che bilanciano l’azione degli oncogeni e solo qualche anno dopo si sperimenta sui topi la terapia a bersaglio, che consiste nel far sviluppare un certo tipo di tumore per procedere alla sperimentazione di farmaci.






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