In Italia un morto al giorno per il carbone: Greenpeace contro Enel

9 novembre 2012 16:480 commentiDi:

Gli ambientalisti di Greenpeace hanno recentemente convogliato l’attenzione pubblica sui danni provocati alla salute umana dalle emissioni delle centrali elettriche a carbone, che ogni giorno rilasciano nell’atmosfera grosse quantità di CO2. E lo hanno fatto per mezzo di un cortometraggio, intitolato “Uno al giorno”, per la realizzazione del quale numerosi attori e artisti italiani hanno volentieri fornito gratuitamente il loro aiuto.

Obiettivo dell’operazione era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle attività e dei progetti a lungo termine del gruppo Enel, unico produttore di energia elettrica in Italia, il 41% della quale proviene da centrali termoelettriche a carbone. Gli ambientalisti accusano dunque Enel di preferire la fonte energetica più sporca ed impattante, con gravi conseguenze non solo per la salute umana, ma anche per l’ambiente e l’economia, e di dedicare un posto decisamente minoritario alle fonti rinnovabili, tanto da finanziare progetti per la costruzione di altre due centrali a carbone in Calabria e in Veneto. 


La multinazionale dell’energia ha reagito a queste accuse fornendo i dati delle emissioni delle centrali a carbone, che si mantengono all’interno dei valori previsti dalle normative italiane ed europee, e documentando il proprio impegno nei confronti delle energie alternative, per le quali sarebbero previsti 6 miliardi di investimenti nei prossimi 5 anni. Oltre a fornire questi dati, però, il gruppo Enel ha anche chiesto alla magistratura il blocco della campagna di Greenpeace insieme ad un grande risarcimento economico.

I magistrati, tuttavia, non hanno ritenuto legittima la richiesta della società, ritenendo la notizia riportata dagli ambientalisti “conforme a verità”.






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