Inceneritori, i rischi per la salute

9 novembre 2012 13:030 commentiDi:

Secondo molti pareri in ambito medico e scientifico e politico, l’inceneritore non è la soluzione ideale per la gestione dei rifiuti. Gli studi e le ricerche che dimostrano gli effetti negativi per la salute umana dell’esposizione agli impianti degli inceneritori sono tanti. Gli effetti riguardano lo sviluppo di malattie sia tumorali sia non tumorali. In particolare, sono a rischio le popolazioni esposte a questi impianti di inceneritori.
L’oncoematologo Patrizia Gentilini, membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente Isde, ha una posizione di critica proprio in base a questi dati e studi. In una intervista fatta da QualEnergia.it, la Gentilini afferma:
“Recentemente Gaetano Pecorella (presidente della commissione parlamentare ecomafie, ndr) a seguito di una visita a Berlino faceva notare che in quella città hanno smesso di fare inceneritori, considerati obsoleti e non risolutivi, e puntano sulla raccolta differenziata e sul recupero. Questi concetti si stanno facendo strada anche fuori dai circoli degli ambientalisti. Ma intanto in Italia si continua a investire su quello che ormai è diventato un business sostanzioso e che, per esempio, fa sì che un avicoltore guadagni di più dalla vendita della pollina per l’incenerimento che da quella delle uova”.
Sullo specifico rischio per la salute, la Gentilini afferma:
“A parte gli studi commissionati ad hoc per rassicurare le popolazioni, esistono centinaia di studi scientifici sulle popolazioni esposte agli inceneritori che hanno dimostrato la presenza di danni gravi per la salute. I possibili danni si dividono in due gruppi: non tumorali e tumorali.
Al primo gruppo appartiene il rischio di malformazioni. Uno studio uscito due mesi fa su 21 inceneritori in Francia ha dimostrato il nesso tra malformazioni urogenitali e l’area di ricaduta delle emissioni. Poi ci sono diabete, malattie respiratorie, danni ischemici e cardiovascolari, problemi ormonali e della tiroide, ridotta fertilità e addirittura effetti sul sesso alla nascita: se normalmente c’è una prevalenza dei maschi sulle femmine, nelle popolazioni esposte alle diossine si è osservata una tendenza contraria”.

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