Influenza A resistente al Tamiflu

30 dicembre 2011 07:140 commenti

Una variante del famoso virus dell’influenza A o suina, il quale è stato responsabile della pandemia nell’anno 2009, avrebbe sviluppato una particolare resistenza al Tamiflu, uno dei pochi farmaci capace di fare regredire la malattia.

I dati arrivano da esperti australiani, che hanno analizzato i risultati dell’ultima stagione invernale finita da qualche mese in Australia, pubblicandoli in questi giorni sul New England Journal of Medicine.

L’influenza A e il Tamiflu nel 2009

Il virus dell’influenza H1N1 è il responsabile della nota pandemia sviluppata nell’aprile 2009 in Messico e diffusa ulteriormente in tutto il pianeta, che ha colpito ben 214 paesi e provocato il decesso di oltre 18.000 persone. All’epoca, gli esseri umani si erano dimostrati molto vulnerabili a questa variante del virus dell’influenza A, nata della combinazione di diversi virus da uccelli, suini e persone, dato che risultava nuova per i loro sistemi immunitari.

Il Tamiflu, un farmaco antinfluenzale prodotto dall’azienda farmaceutica Roche, e noto anche con il suo nome generico di oseltamivir, è stato frequentemente prescritto ai malati durante la pandemia, e perciò al in tempo è emersa una versione del H1N1 resistente al medicinale. Fortunatamente però, questa variante del virus ha avuto poco impatto nel 2009, infettando meno del 1% delle persone esaminate.

Aumenta la resistenza al Tamiflu nel 2011

Durante la stagione influenzale di quest’anno in Australia però, tra maggio ed agosto, nelle periferie della città di Newcastle, il virus H1N1 resistente al Tamiflu si è ulteriormente diffuso. Nello specifico, il 16% dei malati di influenza stagionale, ovvero 29 pazienti, si sono dimostrati resistenti al Tamiflu.

Tuttavia, anche se 7 persone si sono dovute ricoverare in ospedale, non si sono registrati decessi, dato che oggigiorno questa malattia ha bassi tassi di mortalità.

Visto che non è chiaro il modo in cui questa variante resistente al Tamiflu si trasmette da persona a persona, gli autori di questo studio, tra cui tre scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, consigliano agli esperti dell’emisfero Nord di aumentare le precauzioni durante quest’inverno.

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