Home / Salute / Influenza, Udine e Ferrara due morti. Non si erano vaccinati

Influenza, Udine e Ferrara due morti. Non si erano vaccinati

Un uomo di 63 anni è morto giovedì nel reparto di Anestesia e rianimazione dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara: era positivo al sottotipo del virus dell’influenza A, H1N1. Il paziente forse era affetto da ulteriori patologie pregresse. Invece, ieri, all’ospedale di Udine, è deceduto un 50enne in seguito a complicanze di una forma di influenza particolarmente aggressiva. L’uomo non soffriva di altro, ma non era vaccinato contro l’influenza. Era stato ricoverato con complicanze broncopolmonari infettive evolute in una forma che si è rivelata fatale. Un altro paziente è ricoverato per patologie analoghe in terapia intensiva. I medici gli stanno praticando la circolazione extracorporea. Solo nell’ospedale diUdine sono 13 le persone ricoverate a causa di forme influenzali molto aggressive. La maggior parte di esse ha meno di 65 anni e tra loro ci sono anche due donne in gravidanza. Nessuno di costoro è vaccinato.

Il virus stagionale, che ha già colpito 4 milioni di italiani confermandosi la peggiore epidemia influenzale degli ultimi 14 anni, continua dunque a mietere vittime: con il 50enne spirato in Friuli e il morto di Ferrara, sale a 30 il bilancio totale dei decessi finora registrati in Italia a causa delle complicanze della patologia. Ma c’è anche un’altra emergenza: negli ospedali manca il sangue per la carenza di donatari e molti interventi chirurgici sono stati rinviati. Per questo, il Centro Nazionale Sangue-Istituto superiore di Sanità (Iss) ha lanciato al Coordinamento delle Associazioni nazionali dei donatori di sangue (Civis) la proposta di estendere l’offerta del vaccino anche a chi dona.

L’ipotesi convince il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi: «I dati raccolti quest’anno parlano di una diffusione dell’influenza superiore a quanto atteso. L’ipotesi da una parte permetterebbe di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall’altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che fa parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e che è impossibile erogare senza l’apporto dei donatori».

Loading...