Insaccati elevano rischio morte prematura

12 marzo 2013 13:440 commenti

Una ricerca condotta presso l’Università di Zurigo conferma che coloro che fanno un consumo alimentare spropositato di insaccati o carne lavorata, sono maggiormente a rischio di morte a causa di malattie cardiovascolari o tumori.

Lo studio

La ricerca è stata effettuata su mezzo milione di persone provenienti da una decina di Paesi d’Europa.

Lo studio evidenzia che i grandi consumatori di insaccati hanno un rischio superiore al 44% di morte prematura. Naturalmente è stato operato un paragone tra le persone che consumano troppi insaccati e le persone che fanno un uso alquanto ridotto dei suddetti alimenti.

Rischi

Il rischio di morte è maggiore del 72% ed è provocato da patologie di natura cardiaca, nonché dell’11% in più dovuto ai tumori.

In totale, per ogni 50 grammi di insaccati consumati in più aumenta il rischio aumenta del 18%.

In altri termini, molto più semplicemente una salciccia al giorno è troppo come spiegano i coordinatori della ricerca. Occorre porsi il limite di 20 grammi giornalieri, in modo tale che il 3% di tutte le morti premature possa essere evitato.

La replica dell’Assica

Non si è fatta attendere la replica dell’Associazione industriali carni e salumi, Assica. I produttori chiariscono infatti che “il limite di 160 g di carni trasformate al giorno, sopra il quale i ricercatori avrebbero individuato un limitato rischio potenziale, è pari a più di 4 volte il consumo medio in Italia”.

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