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Integratori: oltre 54 mila tipi, senza gli italiani quasi non vivono

E’ l’Italia il Paese dell’Europa occidentale con il record di vendite degli integratori. E ovviamente se le farmacie li richiedono è perché le persone ne fanno uso. Anzi in Italia molte persone sembrano non poterne ormai fare a meno. Nel nostro Paese infatti si consumano circa 147 milioni di confezioni di integratori l’anno. Sugli scaffali delle farmacie italiane si può scegliere tra 54 mila tipi diversi. Si tratta di una cifra davvero impressionante se si considera che un tempo gli italiani erano gli alfieri dell’equilibratissima dieta mediterranea.

Una scelta evidentemente fin troppo ampia che infatti spesso crea confusione tra i consumatori e mette in difficoltà i farmacisti che si trovano a dover consigliare un prodotto piuttosto che un altro. Numeri che hanno spinto Federfarma insieme all’Associazione italiana industrie dei prodotti alimentari, Aiipa, a lanciare a Milano“Farmintegra”, un corso gratuito di formazione sugli integratori alimentari indirizzato ai farmacisti e ai loro collaboratori. Annarosa Racca, presidente Federfarma ha sottolineato il ruolo centrale dei farmacisti in questo mercato. L’impegno è quello di fare sempre di più della farmacia non solo un luogo dove si possono comprare farmaci e, nel caso specifico, integratori, ma anche un punto di ascolto in cui il personale qualificato è in grado di consigliare nella scelta dei prodotti. I clienti, soprattutto per quanto concerne salute e benessere, non vogliono più essere solo soggetti passivi della compravendita, ma vogliono essere resi partecipi della scelta e comprare in modo consapevole. Normalmente gli integratori disponibili vanno da un prezzo minimo di 15 euro a confezione ma questo non sembra preoccupare i clienti che in questo settore puntano alla qualità e non al risparmio come prima criterio di scelta. Soltanto il 35% ammette di comprarli mettendo al primo posto la convenienza. Una maggiore consapevolezza da parte di chi compra e di chi vende serve anche a scongiurare forma di abuso.

INTEGRATORI ALIMENTARI: QUALI SONO I RISCHI?

 

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