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Intervento laser per la miopia

occhiali

Il professor Jean Louis Arne, oftalmologo e docente presso l’Accademia Nazionale di Medicina di Tolosa, Francia, risponde a Le Figarò, sulle domande concernenti la chirurgia a laser per la correzione della miopia.

La maggior parte dei pazienti che desiderano sottoporsi ad intervento chirurgico, per riacquistare una buona capacità visiva senza l’ausilio delle lenti correttive,  si domandano se questo tipo di operazione, possa in qualunque modo, esporli a determinati rischi.

Possiamo ora dire, che grazie alle nuove tecniche di chirurgia refrattaria, laser ad eccimeri, è possibile correggere, quasi tutti i difetti della vista, è progettato per correggere la miopia, ipermetropia o astigmatismo, questa tecnologia medica ha raggiunto una ottimo grado di maturità ed ha acquisito un egregio livello di sicurezza.

Le complicazioni della chirurgia laser ad eccimeri, che  possono portare alla perdita della vista, oggi, sono assai rare, probabilmente, sono maggiori i danni alla cornea provocati dalle lenti a contatto.

Rispetto ai primi anni dall’utilizzo del laser, si è registrato un decremento significativo del tasso di complicanze, sono stati fatti reali progressi tecnologici, sia nei metodi di indagine preoperatoria sia nell’emissione del raggio laser.

Una maggiore garanzia viene data con i dovuti accertamenti preventivi, un’anomalia preesistente dell’occhio,  può contribuire alla comparsa di rischi post operatori. Pertanto, è sempre necessario un esame approfondito prima dell’intervento, tale da escludere ogni eventuale complicazione di rilievo.

Tuttavia nessun intervento chirurgico è sicuro, anche il trattamento laser ad eccimeri non è sfuggito al dogma  “non esiste chirurgia senza rischi.”

L’azione  del laser è diretta da un computer e si riesce ad ottenere una precisione nell’ordine del micron (1/1000 di millimetro).

Il principio di funzionamento, è il raggiungimento del  laser in un assottigliamento della cornea, localizzata in modo differente,  a seconda del tipo di patologia da trattare, al fine di modificare il tragitto della luce.

Il raggio laser può essere applicato in due diversi livelli della cornea, sia in superficie, sia nello spessore stesso del tessuto corneale, effettuando una piccolo taglio su un lembo della cornea anteriore, che sarà  ricucito al termine dell’intervento chirurgico.

Entrambe le procedure vengono eseguite in anestesia locale, mediante l’instillazione di semplici gocce oculari, generalmente,  l’intervento ad entrambi gli occhi, viene eseguito lo stesso giorno. 

Il primo metodo, chiamato cheratectomia fotorefrattiva o PRK,  è una procedura chirurgica con la quale lo specialista utilizza il laser ad eccimeri per rimuovere sottili strati di tessuto dalla superficie della cornea.  

E’ un laser “freddo” poichè non brucia i tessuti, ma li vaporizza rompendone i legami molecolari. Il laser consente un rimodellamento preciso della superficie della cornea. Il decorso post operatorio, può dar luogo a fenomeni dolorosi, per due o tre giorni, in casi eccezionali, può esserci la comparsa di una velatissima cicatrice, che regredisce nella stragrande maggioranza dei casi. 

Il secondo metodo, chiamato Lasik, è il più comune. Ha il vantaggio di essere quasi indolore e di avere un rapido recupero visivo.  

La scelta del metodo dipende dal grado di anomalia da correggere, l’unica complicazione molto rara, ma grave, in quanto potrebbe causare un preoccupante calo della vista, è rappresentata dalla deformità della cornea assottigliata, la cui forza meccanica può diventare insufficiente.

Questo aggravamento può verificarsi soprattutto, quando il trattamento viene realizzato su una cornea portatrice di una affezione che diminuisce la sua resistenza. L’individuazione di questa condizione, è un obiettivo chiave, da prevedere prima dell’intervento. 

Alcuni pazienti si aspettano di ottenere risultati strabilianti dopo l’intervento chirurgico, ma non è così: l’intervento permetterà loro di avere un’acuità visiva simile a quella che avevano con le loro correzioni ottiche.

Si può quindi permettere loro di vedere senza occhiali o lenti a contatto.

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