La cura per il cancro si nasconde nella spremuta d’arancia

26 giugno 2013 05:250 commenti

arance

Prende il nome di MCP la pectina modificata che proviene dagli agrumi. Cos’ha di speciale questa sostanza? Stando ad uno studio reso noto dall’American Journal of Pharmacology and Toxicology, la MCP potrebbe essere la chiave per la cura del cancro.

I ricercatori dell’Indiana University Health, ‘agli ordini’ del dottor Isaac Eliaz, hanno analizzato la capacità di modulare l’immunità, rimuovere i metalli pesanti e stoppare la proteina pro-infiammatoria galectina-3, così come il rapporto sinergico che può avere l’MCP con i trattamenti a base di chemioterapia.

Il dottor Eliaz ha evidenziato come in tale studio revisionale si è riusciti a individuare i molteplici meccanismi d’azione di MCP contro il cancro in generale, ma anche contro il cancro metastatico, la tossicità dei metalli pesanti e le malattie mortali croniche legate all’eccesso galectina-3.

Nello specifico, come suggerito da precedenti studi come per esempio quello del 2010 a cura della Columbia University, l’MCP ha indotto l’apoptosi delle cellule tumorali. Nel precedente studio, si era dimostrato come l’MCP avesse indotto la morte cellulare programmata (apoptosi) nelle cellule androgeno-dipendenti e androgeno indipendenti del cancro alla prostata. Tuto ciò è particolarmente significativo perché il cancro alla prostata androgeno indipendente è altamente aggressivo e difficile da trattare.


Le pectine vegetali non sono nuove in qualità di oggetto di studio, e sono da tempo note per essere utili per la salute dell’apparato digerente e le funzioni del sistema immunitario. Ad ogni modo, un ostacolo alle loro funzioni benefiche è sempre stata la biodisponibilità. A causa della complessità e della grandezza delle fibre solubili delle pectine in forma naturale, queste non riescono a essere assorbite dall’organismo. Il problema è stato tuttavia risolto proprio in virtù della modifica delle pectine, ossia l’MCP. In questo caso, si riducono le dimensioni delle fibre in modo che l’organismo possa assorbire le molecole e beneficiare dei numerosi effetti terapeutici già osservati in diversi studi.

Tra gli studi esaminati si è scoperto che MCP è in grado di controllare il melanoma metastatico. E’ questo il noto e temuto cancro della pelle. Ma MCP è risultata attiva anche contro i tumori della prostata, della mammella e del colon. L’MCP si è dimostrata inoltre capace di sopprimere l’angiogenesi, ossia la crescita di nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. E bloccare l’angiogenesi, si sa, è un fattore chiave nel prevenire le metastasi del cancro.

Infine, come dichiarato, i ricercatori hanno analizzato la capacità di MCP nel rendere la chemioterapia più efficace e, al tempo stesso, ridurre gli effetti collaterali negativi sugli organi proteggendoli dall’infiammazione indotta dalle radiazioni.

Ecco un altro caso in cui sostanze di derivazione naturale possono essere utili nella ricerca di una cura per le malattie.






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