La legge sul femminicidio

22 gennaio 2014 11:300 commentiDi:

donne7

Lo scorso anno i media hanno riportato moltissimi casi di violenza sulle donne sfociata in omicidio. I fatti di cronaca sono stati molti e ogni giorno telegiornali e quotidiani parlavano di questi casi. Più che un anno nero per la violenza sulle donne, il 2013 è stato un anno in cui questi casi sono venuti a galla e si è  iniziato a parlare di emergenza. In effetti, i dati sulle donne assassinate da mariti, compagni o amanti non sono stati lo scorso anno particolarmente più alti degli anni precedenti. Inoltre, proprio mentre i media ne parlavano, i casi sono pure aumentati. Nello specifico, negli  ultimi mesi dell’anno, durante la discussione in parlamento sul decreto e poi sulla legge per prevenire e condannare con più forza questi reati, il numero di donne assassinate è aumentato.

 

Femminicidio, c’è la legge ma i casi sono in aumento

 

L’enorme impatto di questa intollerabile situazione ha portato a coniare il termine femminicidio proprio per indicare l’assassinio delle donne da parte di amanti, familiari o conoscenti. Il femminicidio ha interessato la cronaca e gli esperti di politica, giurisprudenza, cultura, psicologia e sociologia. Tutti a chiedersi il perché di questo fenomeno, quali siano le origini, perché in Italia è così sviluppato e cosa si possa fare per contenere il problema.

 

Perché il femminicidio?

 

Il femminicidio sottende un sottobosco più complesso caratterizzato dalla violenza sulle donne. Una cultura ancora arcaica, come dimostrano le poche denunce da parte delle donne, basata su presupposti patriarcali. Alla base sembra esserci un questione di identità maschile che in alcuni casi non si adatta bene al processo di emancipazione delle donne realizzato in molti contesti. Una donna più indipendente con la quale l’uomo sembra non riuscire a rapportarsi e che pensa di controllare vivendo un’angoscia che si può trasformare in violenza verso quegli oggetti d’amore che sembrano allontanarsi.

Negli ultimi mesi dell’anno, l’impegno di alcuni partiti politici, delle associazioni e del Presidente della camera Laura Boldrini ha portato a una legge sul femminicidio. Nel 2013 quindi qualche passo in avanti è stato fatto con l’Italia che ha ratificato la Convenzione di Istanbul e con il Parlamento che ha approvato la legge sul femminicidio che considera anche i casi di stalking e di violenza.

La legge

La legge sul femminicidio prevede nuove aggravanti e nuove misure per tutela le vittime dei maltrattamenti e della violenza domestica. Il Decreto prima e la legge poi, dopo l’approvazione del Senato, considera la prevenzione. In effetti, oltre alla repressione si prevede di utilizzare risorse economiche per piani anti violenza, per creare una rete di case rifugio e per l’estensione del gratuito patrocinio. Il provvedimento, come accade varie volte, considera anche altri aspetti che non riguardano la violenza sulle donne come la vigilanza di obiettivi sensibili, l’arresto in flagranza differita per manifestazioni sportive e rapine e la frode informatica con sostituzione di identità digitale.


Nell’emanazione del Dl 93/2103, il Presidente della Repubblica ha ravvisato i casi straordinari di necessità e urgenza. Il Capo dello Stato ha ritenuto che “il susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza in danno di donne e il conseguente allarme sociale che ne è derivato rendono necessari interventi urgenti volti a inasprire, per finalità dissuasive, il trattamento punitivo degli autori di tali fatti, introducendo, in determinati casi, misure di prevenzione finalizzate alla anticipata tutela delle donne e di ogni vittima di violenza domestica”.

I punti fondamentali della legge per quanto riguarda il femminicidio e la violenza sulle donne

Allontanamento urgente da casa

La Polizia giudiziaria può applicare la misura dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Ci vuole l’autorizzazione del magistrato e la flagranza di reato come ad esempio le lesioni gravi.

Ammonimento

Se ci sono percosse o lesioni, si può ammonire il responsabile e sospendergli la patente. Questa misura prevista per lo stalking viene quindi estesa alla violenza domestica. La segnalazione non può essere anonima ma è garantita la segretezza.

Braccialetto elettronico e intercettazioni

C’è la possibilità di controllare con il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici chi è allontanato da casa.

Case rifugio

Sono previsti dei finanziamenti per le case rifugio i centri anti violenza. 10 milioni di euro nel 2013, 7 milioni di euro nel 2014 e 10 milioni di euro dal 2015.

Gratuito patrocinio

Questo è previsto per le vittime di stalking, maltrattamenti e mutilazioni genitali femminili.

Obblighi di informazione

Per tutelare la persona che ha subito la violenza sono previsti obblighi di comunicazione in sede processuale che sono in linea con la norma europea sulla protezione delle vittime di reato.

Permesso di soggiorno per le immigrate

Le donne straniere che subiscono violenza potranno avere il permesso di soggiorno. In questo caso deve sbilanciarsi l’autorità giudiziaria.

Piano antiviolenza

Il piano anti violenza è elaborato dal ministro per le Pari opportunità e potrà contare su 10 milioni di euro per la prevenzione, l’educazione e la formazione. Il piano prevede anche il recupero dei maltrattanti e la sensibilizzazione dei media.

Processi e indagini preliminari

Saranno più rapidi. Nel caso di processi per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori e violenza sessuale di gruppo c’è una priorità. Più veloci anche le indagini preliminari che devono essere svolte entro un anno.

Querela a doppio binario

Nel caso di gravi minacce ripetute la querela diventa irrevocabile. La querela è invece revocabile invece negli altri casi con la remissione che è possibile solo al processo davanti all’autorità giudiziaria.

Nuovo parametro per le aggravanti

La relazione affettiva è il nuovo parametro su cui tarare aggravanti e misure di prevenzione. Dal punto di vista penale la relazione tra due persone ha ora un peso a prescindere dal fatto che sia convivenza o vincolo matrimoniale.

Una nuova aggravante

Violenza assistita una nuova aggravante comune che si applica al maltrattamento in famiglia e ai reati di violenza fisica commessi contro o in presenza di minorenni o donne incinte. Per lo stalking non si considera più se c’è separazione legale o divorzio. Le aggravanti specifiche sono considerate nei casi di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge o da una persona che ha una relazione affettiva.






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