La terapia per l’omosessualità arriva in tribunale

7 dicembre 2012 16:260 commentiDi:
 
In America c’è un gruppo che afferma di poter curare gli omosessuali. È il Narth che è stato ideato e realizzato da Joseph Nicolosi. Il Narth organizza gruppi di riconversione, per portare i gay a diventare eterosessuali. Si riuniscono spesso nelle chiese e legano molto la riconversione a una ideologia di ispirazione cristiana.
Dall’omosessualità, però, non si può guarire. Perché? Semplice, perché non è una malattia. Non è indicata nel Dsm, il manuale statistico sulle malattie psichiatriche. La psicologia non la riconosce come una malattia, ma come una variante naturale e normale della sessualità umana.
La “terapia di conversione” o “terapia riparativa” del Narth è sviluppa negli Stati Uniti. E non è l’unica ad avere questi obiettivi.
La questione ora è arrivata in tribunale con l’accusa di frode. Quattro cittadini del New Jersey hanno accusato di frode gli organizzatori del gruppo Jonah, in quanto hanno pagato molti dollari per la terapia senza avere risultati. Anzi, si sono sentiti dire che la colpa era loro. Infatti, i quattro uomini si sentivano ancora attratti dagli uomini. Il gruppo è un centro ebraico che si dice organizzazione no profit che aiuta le persone che hanno difficoltà con la sessualità e con le loro famiglie.
Gli esperti non approvano questo tipo di terapie. In Italia, l’albo degli psicologi non ammette iscritti che si propongono di curare gli omosessuali. Helen Killaspy del Royal College degli psichiatri di Londra ha affermato che “non c’è alcuna evidenza scientifica che l’orientamento sessuale possa essere cambiato. Le “terapie” dell’omosessualità creano un ambiente in cui proliferano pregiudizi e discriminazione”. È a Ottobre, ottobre l’Associazione britannica per l’assistenza psicologica e la psicoterapia ha mandato una lettera a tutti i suoi 30 mila iscritti richiamandoli all’etica e considerando immorale la “terapia di conversione”.
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