L’ebola arriva in Europa, le protezioni non bloccano il contagio

7 ottobre 2014 11:310 commentiDi:

ospedali

L’ebola non è più un problema solo africano. Il virus della febbre emorragica, che da diversi mesi sta colpendo le popolazioni dell’Africa occidentale, contro il quale attualmente non esiste ancora una cura, è infatti arrivato anche in Europa, e ha colpito in Spagna. A Madrid, poche ore fa, è stato annunciato il primo caso di contagio al di fuori dei confini africani. 

Ebola – Altri casi sospetti negli Stati Uniti dopo il primo malato

Si tratta dell’infermiera che ha curato, settimane fa, il missionario Manuel Garcia Viejo, morto il 25 settembre scorso dopo essere stato contagiato dal virus in Africa durante una missione. Ora due serie di test hanno rilevato la presenza della malattia anche nella persona che aveva somministrato le prime cure. Le sue generalità, tuttavia, non sono ancora state rese note.


Ebola – Primo paziente malato negli Stati Uniti

L’allarme europeo ha prodotto, però, l’immediato isolamento per la paziente, che in queste ore si trova ricoverata in un ospedale alla periferia di Madrid. Per la Spagna, in verità, l’infermeria costituisce il terzo caso di contagio da virus ebola a partire dall’inizio dell’epidemia. Sono purtroppo deceduti, infatti, in questi mesi, sia il missionario soccorso dalla stessa, che un prete spagnolo entrato a contatto con il virus in Liberia, Miguel Pajares, di 75 anni.

I quotidiani spagnoli hanno inoltre reso noto che l’infermiera, di 44 anni, è entrata in contatto con il paziente all’interno dell’ospedale La Paz Carlo III di Madrid, contatto avvenuto, però, con tanto di protezioni e misure di contenzione. Le precauzioni, però, a quanto pare non sono bastate e la comunità medica spagnola si interroga ora sui possibili sviluppi di questo contagio.






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