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Legionella a Bresso: scoperti campioni positivi in una fontana

persone contagiate dalla legionella a Bresso, cittadina di 26mila abitanti nell’area nord di Milano. Dagli ultimi accertamenti effettuati ieri risultano ventisette casi attestati, con tre decessi avvenuti negli scorsi giorni che hanno interessato persone anziane o già debilitate da patologie croniche. Nel frattempo, due campioni d’acqua sono risultati positivi all’insidioso batterio: il primo è stato prelevato nell’abitazione di un individuo contagiato, il secondo all’interno di una fontana pubblica. Si tratta della “fontana del mappamondo”, ubicata in pieno centro e chiusa in via precauzionale fin dai primi giorni dell’emergenza – esplosa il 17 luglio scorso «Finora – ha dichiarato Giorgio Ciconali, direttore Igiene e Sanità pubblica dell’Ats Città Metropolitana di Milano – delle 12 colture portate a termine in tre abitazioni, due sono negative e una è positiva, ma dobbiamo aspettare 7-10 giorni per avere il risultato definitivo». Quanto alla contaminazione della fontana, «per il momento la carica batterica non è pura al 100%»;per analisi più dettagliate occorre attendere tra gli 8 e i 10 giorni. Ciconali ha specificato che «si temono nuovi casi, ma siamo già nella fase della curva discendente dell’epidemia. Questo dato rassicura, ma non tranquillizza finché non si identifica l’origine del fenomeno».

In questo periodo i campionamenti dei tecnici si sono concentrati nelle case, ora partiranno anche nei negozi e luoghi pubblici. Difatti, secondo gli inquirenti milanesi (che mercoledì hanno aperto un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano) la sorgente del contagio potrebbe trovarsi in luoghi molto frequentati come centri commerciali, banche o uffici postali dove vengono utilizzati i condizionatori, possibile veicolo del batterio. Un’ipotesi smentita dall’epidemiologo Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università di Pisa: «N egli impianti di condizionamento il circuito dell’acqua di raffreddamento è isolato (è un circuito chiuso), quindi non c’è alcun rischio di aerosol alla legionella» scrive l’esperto sulla sua bacheca Facebook.

Come prevedibile, nell’hinterland milanese serpeggia la paura: «La gente è spaventata – rivela un edicolante -. Ognuno ha la sua opinione: c’è chi dice sia il Seveso (fiume che attraversa la cittadina, nda) quando si scalda l’acqua, c’è chi dice siano le fontane». A placare gli animi è il sindaco di Bresso, Simone Cairo: «La situazione per me è sotto controllo, tutte le autorità che dovevano attivarsi si sono attivate. L’ultimo dato ci dice che 26 persone che vivono a Bresso negli ultimi 12-13 giorni hanno contratto il batterio della legionella, di cui tre purtroppo hanno
perso la vita. La maggior parte dei ricoverati sono stati dimessi». Durante un’assemblea pubblica, non è mancata una presa di coscienza da parte del primo cittadino: «Pensare di aver finito dopo l’emergenza del 2014 è stato un errore. Non abbiamo agito né come amministratori né come cittadini».

Quanto a una possibile diffusione dentro i confini del capoluogo lombardo, a detta del sindaco Beppe Sala, «a Milano stiamo facendo diversi controlli ma non c’è nessun segnale preoccupante. Ho sentito il sindaco di Bresso per sapere se ha bisogno di aiuto e stiamo vedendo di mandare del personale dal Comune di Milano, anche solo per rispondere al telefono, perché servono più persone».