Leucemia sconfitta grazie a cellule HIV riprogrammate

13 dicembre 2012 09:000 commentiDi:

La storia di Emma Whitehead è la perfetta favola di Natale.

Malata di leucemia linfoblastica acuta, ormai prossima alla morte, Emma – che ha solo sette anni – si è salvata grazie ad una cura innovativa a cui l’hanno sottoposta i coraggiosi medici del Children’s Hospital di Philadelphia.

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La cura sperimentale fino ad ora era stata messa in atto solo su alcuni pazienti adulti, con risultati contrastanti, ma i medici, date le condizioni disperate di Emma il cui organismo non rispondeva ai normali trattamenti, hanno deciso di provare. Per fortuna l’esperimento è andato bene, Emma non ha più tracce di leucemia da sette mesi e sta bene.

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La tecnica sperimentale consiste nel prelevare dal sistema immunitario le cellule T nelle quali viene iniettato il virus dell’HIV, in versione modificata, ossia privato del suo potenziale infettivo, che insegna alle cellule T a riconoscere le cellule B. Queste ultime, che fanno parte dell’organismo umano, nel momento in cui si sviluppa questo particolare tipo di leucemia impazziscono e diventano maligne.

Dopo il trattamento le cellule T vengono nuovamente iniettate nel sangue dove, grazie alla nuova funzione, sconfiggono le cellule tumorali.

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Si tratta di una grande vittoria della medicina, che ha portato una multinazionale del farmaco a investire 20 milioni di dollari per permettere ai ricercatori di continuare le sperimentazioni e per la costruzione di un centro ricerche. Quello che tutti si augurano è che, presto, sarà possibile mettere a punto un farmaco per sconfiggere il cancro.






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