L’importanza dell’ambiente nello stress post traumatico

27 dicembre 2012 15:120 commentiDi:

Dal1980 il Dsm, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ha definito il trauma come un fattore di stress riconoscibile che evoca sintomi significativi di sofferenza. Il disturbo post traumatico da stress è stato definito quindi come un problema che porta sofferenze alle persone che hanno vissuto uno stress psicologico. Questo stress può essere riferito a guerre, disastri naturali, atti terroristici, genocidi, attentati ecc.

Con il tempo si è scoperto che molte vittime di traumi, anche per i superstiti dei campi di concentramento, di tortura o di guerra ecc., vivevano una vita piena e normale dopo che l’evento era passato. Questo ha portato a una visione più sfumata del trauma, non come una sorta di un agente infettivo, ma come una sfida che la maggior parte le persone deve superare.


Gli studi sviluppati fino ad oggi suggeriscono che l’ambiente di vita in cui le persone rientrano dopo l’evento è fondamentale per il disturbo come l’evento stesso. Una ricerca del 2006 del Dr. Brandon Kohrt, psichiatra e antropologo medico presso la George Washington University, sugli ex bambini soldato in Nepal sembra confermare questa aspetto.

Tutti i 141 bambini dello studio, di età compresa tra i 5 e i 14 anni, hanno vissuto esperienze di violenza e altri eventi considerati traumatici, come la separazione dalla loro famiglia. Eppure, la loro salute mentale dopo la guerra non dipendeva dalla loro esposizione ai traumi, ma a come sono stati ricevuti dalle loro famiglie. Nei villaggi dove i bambini sono stati stigmatizzati o emarginati si sono registrati alti livelli di stress post traumatico. Nei villaggi in cui sono stati reintegrati non si hanno avuto disagi mentali particolari.






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