Lo screening del cancro al seno risparmia vite ma causa anche dei danni

12 dicembre 2011 12:400 commenti

Il danno causato dal programma di monitoraggio in Inghilterra potrebbe superare i suoi benefici

Sin dagli ultimi 25 anni, il Servizio Sanitario Nazionale in Inghilterra ha sostenuto la politica di incoraggiare le donne di età superiore ai 50 anni ad eseguire mammografie regolarmente.

Quest’iniziativa è stata sempre promossa in maniera molto aggressiva: ogni donna maggiore ai 50 anni riceve una lettera offrendo un appuntamento per la mammografia; se lei decide di non andare, riceverà un’altra lettera (e in alcune zone un DVD) che spiega perché sta facendo un grave errore.

Il messaggio fondamentale consiste in che la mammografia aumenta le probabilità si salvaguardare la propria vita, senza alcun costo o rischio. E che se la donna non si sottopone al monitoraggio, e dopo le trovano un tumore del seno, sarà molto più difficile per i medici intervenire con esito positivo, e tutto sarà colpa della stessa paziente.

La verità sulla mammografia preventiva

Tuttavia, settimana scorsa è stato pubblicato uno studio sul British Medical Journal, che suggerisce che tutto ciò è sbagliato: questa politica in realtà causerebbe più danni che benefici. I ricercatori affermano che gli esperti che disegnarono questo programma di monitoraggio, hanno sovrastimato la sua capacità di risparmiare vita, e ignorato i rischi che porta lo screening. Il rischio principale è la diagnosi errata, che conduce a interventi chirurgici e chemioterapia inutili, e questo accaderebbe più spesso di quanto si pensa.

Difatti, gli studi che hanno condotto all’introduzione del programma di screening 25 anni fa non ha considerato per niente la possibilità di formulare diagnosi errate (misdiagnosi), e invece le cifre attuali sono molto suggestive. Secondo un’indagine condotta nel 2009, nell’arco di una decade, per ogni 2.000 donne che è stata invitata ad effettuare una mammografia, una ha salvato la propria vita, ma 10 sono state erroneamente diagnosticate di avere cancro del seno.

Le conseguenze della diagnosi errata

Queste donne vengono trattate per una malattia che non hanno, e questo danneggia la loro salute e consuma risorse che il Servizio Nazionale di Salute non si può permettere di sprecare. In più, altre 200 donne verranno inizialmente diagnosticate come portatrici di un tumore del seno, per poi correggere la diagnosi a tempo prima di eseguire una chirurgia o iniziare la chemioterapia, ma nel frattempo soffriranno molto stress psicologico credendo, erroneamente, di essere malate di cancro.

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