L’origine della claustrofobia

Per la psicoanalisi le fobie rappresentano un sintomo di qualcos’altro di più significativo. La psicoanalisi lega quindi le fobie alla rimozione di contenuti inconsci che portano poi la persona a evitare oggetti o situazioni. Si parla di trauma alla base della fobia; un evento traumatico che risale all’infanzia. L’oggetto che causa fobia rappresenta quindi un’emozione che riguarda l’infanzia.

La claustrofobia è una fobia e quindi possono essere valide le spiegazioni della psicoanalisi. Consiste nella paura dei luoghi chiusi e ristretti che possono essere ascensori, metropolitane, stanze o ambienti piccoli e privi di luce ecc. Chi soffre di claustrofobia ha sensazioni di malessere e paura di non riuscire a respirare, di essere schiacciato o di trovarsi nel vuoto e solo. Dalla claustrofobia possono discendere anche gli attacchi di panico, l’iperventilazione, la sudorazione e altre sensazioni fisiche.

Da cosa dipende la claustrofobia?

Ogni caso è probabilmente spiegabile in un modo specifico. C’è un senso di angoscia generale che è legata alla situazione psicologica ed emotiva della persona che può riguardare situazioni ed esperienze del presenti o del passato. Situazioni di stress, di crisi o di relazioni non soddisfacente possono essere alla base di questo problema.

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