Mangiare di notte porta all’obesità

15 novembre 2012 14:070 commentiDi:

Non bisognerebbe mai mangiare nelle ore notturne. A dirlo è un recente studio della University of Pennsylvania, i cui ricercatori hanno cercato di spiegare quali siano gli effetti dell’alimentazione notturna sulle funzioni fisiologiche del nostro organismo.

I ricercatori hanno preso in esame una comunità di ratti, animali che si nutrono normalmente di notte. Ad una parte di questi hanno sottratto, dalle cellule del tessuto adiposo, il gene-orologio Arntl, che determina il ciclo circadiano (il loro – e il nostro -orologio biologico), costringendoli quindi a nutrirsi, contrariamente alla loro natura, di giorno invece che di notte. Un secondo gruppo di topi è stato invece sottoposto ad un regime alimentare “invertito”, senza tuttavia che fosse eliminato il gene.


Gli scienziati hanno potuto così osservare in entrambi i gruppi effetti simili, cioè lo sviluppo di topi obesi o in sovrappeso, mettendo quindi in relazione questi dati con la cosiddetta sindrome da alimentazione notturna, un disturbo del comportamento alimentare umano individuato fin dal 1955, che può provocare obesità, ipertensione arteriosa e diabete.

Anche gli esseri umani, infatti, possiedono un orologio circadiano principale, che si trova nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Questo orologio è sensibile alla luce e al buio e su di esso sono sincronizzati tutti gli orologi delle cellule del nostro corpo. E’ ipotizzabile, quindi, che negli uomini, come nei topi studiati, sia proprio l’inversione delle abitudini alimentari la causa dell’obesità  e che gli orologi periferici delle cellule possano, se alterati, influenzare quello centrale.






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