Mastoplastica additiva, tutto quello che c’è da sapere per un seno perfetto

4 febbraio 2014 21:110 commentiDi:

reggiseno

L’Associazione Italiana di chirurgia plastica estetica si è riunita nei giorni scorsi a Padova per discutere un protocollo per definire, in modo scientifico e rigoroso, quale sia la taglia giusta di seno per le pazienti che si sottopongono ad un intervento per l’aumento del seno.

Alla base di questo protocollo c’è un ‘motto’ tanto vero quanto difficile da far comprendere alle donne: la quarta non è per tutte. Ovvero, l’aumento del seno deve essere fatto in proporzione alle dimensioni del corpo della paziente, non in base alle sue aspettative o alle sue richieste.

Come è evidente dai risultati disastrosi che ogni giorno si possono vedere in tv e sulle riviste patinate, la mastoplastica additiva, oltre ad essere un intervento non completamente a riparo da rischi per la salute e molto doloroso, può dare origine a risultati disastrosi: un esempio è Victoria Beckam, la ex Spice Girl, che ad oggi si trova con seni gonfi, tesi, dalla forma e dalla posizione innaturale, evidentemente rifatti.

Aumento del seno, un algoritmo per scegliere la taglia adatta

Lo scopo di un intervento di mastoplastica additiva è di dare alla donna che lo richiede un seno il più possibile naturale e armonico. Per questo l’Aicpe ha studiato, durante la conferenza “Chirurgia estetica della mammella – la mastoplastica additiva: opinioni a confronto”, un vero e proprio algoritmo con cui ottenere la misura migliore delle protesi da applicare alla paziente.

Si tratta di una e vera formula matematica, definita dai chirurghi come un algoritmo decisionale, che “che si ottiene misurando altezza, peso, torace (circonferenza e distanza tra due ascelle), distanza del capezzolo da giugulo o clavicola e verificando con un calibro lo spessore del tessuto mammario, per analizzare che sia sufficiente per nascondere le protesi”.

In pratica, le variabili dell’algoritmo sono le misure della donna che richiede l’intervento al seno, il risultato è la taglia adatta della protesi al fine di ottenere un risultato perfetto che soddisfi le esigenze della paziente senza però snaturare l’armonia delle dimensioni del corpo.

Questo è quanto hanno deciso di fare i chirurghi italiani su questo tipo di intervento, uno dei più richiesti e dei più desiderati dalle donne. Un intervento complesso non tanto a livello chirurgico, ma a livello psicologico e su cui le donne ripongono moltissime aspettative che, però, spesso vengono disattese quando le donne che decidono di sottoporvisi non sono a conoscenza dei risultati reali che questo avrà sul corpo e sulla psiche.

Esistono diverse protesi e procedure per la mastoplastica additiva che la paziente dovrà valutare insieme al chirurgo che effettuerà l’intervento per capire quale sia migliore in base alle esigenze della paziente e alle sue condizioni fisiche.

Prima di arrivare a questo, però, le donne che desiderano cambiare le dimensioni o la forma del seno devono porsi alcune domande fondamentali che sono alla base della perfetta riuscita dell’intervento sia a livello fisico che a livello psicologico, sempre però partendo dalla considerazione che un intervento di aumento del seno non è  la panacea che può, da sola, curare i problemi all’autostima.

In primo luogo c’è da chiedersi se vale la pena di fare un intervento al seno, dato che questo comporta dei rischi di complicazione e ha anche dei costi particolarmente elevati. Le complicazioni non sono rare, anche se nella maggior parte dei casi l’intervento riesce, ma quando ci sono rischiano di essere gravi.

I rischi e le complicazioni della mastoplastica additiva

Senza pensare al fatto che un intervento di mastoplastica additiva viene fatto in anestesia totale, con i vari rischi che questa comporta, e che il decorso post operatorio è piuttosto lungo e doloroso – vedi fasciature, drenaggi etc – le protesi mammarie utilizzate per l’ingrandimento del seno non sono eterne. Questo vuol dire che la loro durata è limitata nel tempo, al massimo possono durare 10 o 15 anni, trascorso questo periodo di tempo potrebbe rendersi necessario un intervento di sostituzione delle stesse se si vogliono mantenere i risultati estetici tanto desiderati.

Per lo stesso motivo, le protesi potrebbero rompersi. In casi del genere le protesi devono essere asportate e anche sostituite se non ci si vuole trovare con un seno flaccido e cadente.

Possono verificarsi poi delle contratture capsulari, ovvero la formazione di uno spesso tessuto cicatriziale intorno alla protesi che può modificare la sua forma. Anche in questo caso, si deve ricorrere alla asportazione e ad una eventuale sostituzione.

Ci sono poi i rischi di infezione, il rischio che le protesi possano spostarsi o, con il passare del tempo e il conseguente e naturale invecchiamento della pelle, diventare visibili.

Per alcune donne queste motivazioni sono più che sufficienti a decidere di piacersi così come sono – non parliamo in questo caso di donne che hanno subito l’asportazione del seno a seguito di gravi patologie, ma solo di quelle che si sottopongono a questo tipo di intervento per scopi prettamente estetici – prima di fare il passo decisivo di mettersi sotto ai ferri, assicuratevi di mettervi nelle giuste mani.

Domande da fare al chirurgo prima dell’intervento di mastoplastica additiva

Prima di sottoporvi all’intervento, assicuratevi che il chirurgo al quale vi state affidando abbia le certificazioni per fare questo tipo di operazioni, controllate la sua esperienza, cercate altre pazienti che si sono fatte operare da lui e chiedete se sono state soddisfatte o meno.

Chiedete al chirurgo stesso di dare prova della sua esperienza, quante operazioni ha fatto e quante ne fa in media ogni anno,.

Assicuratevi che la struttura in cui sarà eseguito l’intervento sia adeguata: soprattutto, non affidatevi mai a cliniche e chirurghi che promettono un intervento di mastoplastica additiva a prezzi inferiori, in media, ai 10.000 euro.

La bellezza è importante, ma lo è di più la vostra salute.

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