Meningite, allarme a Busto Arsizio impiegata di una scuola ricoverata: falso allarme a Catania

Un caso di meningite da meningococco si è registrato a Genova e si tratterebbe di una donna di 67 anni residente nel capoluogo Ligure, la quale pare sia arrivata nella mattinata di ieri intorno alle ore 11:00 al pronto soccorso dell’ospedale policlinico San Martino con la febbre molto alta e sintomi che hanno fatto pensare ai medici e sospettare che la donna potesse essere affetta da meningite. L’esame del liquor poi abbia pare abbia confermato la diagnosi di meningite da meningococco e per questo motivo la donna è stata ricoverata in rianimazione presso il Pronto Soccorso ed è stata sottoposto ad una terapia antibiotica nel corso della giornata di ieri. L’ASL di Genova ha avviato anche come richiede in questi casi la profilassi su tutti i parenti e tutte le persone che sono entrate in contatto con la patente negli ultimi 10 giorni.

E’ invece fuori pericolo e pare stia rispondendo alle terapie, la dipendente scolastica che è stata ricoverata nella giornata di venerdì all’ospedale di Legnano sempre per meningite. La direzione generale dell’ ats Insubria pare abbia riferito che la donna non è entrata in contatto con l’utenza della scuola e ha diffuso questa comunicazione per poter scongiurare inutili preoccupazioni tra i genitori dei bambini della scuola dove la patente lavora. Secondo quanto riferito, sembra proprio che la meningite che ha colpito la dipendente dell’ufficio scolastico di Busto Arsizio deriva da un’infezione batterica da meningococco. Dal ricovero della paziente, molte persone, circa una ventina sono state sottoposte a profilassi.

Nello specifico sono state sottoposte a profilassi anche molti suoi familiari e colleghi che condividevano con lei la scrivania e comunque l’ambiente di lavoro in generale. Stando a quanto riferito, sembra che la donna abbia cominciato a stare male lo scorso 26 gennaio decidendo poi di restare a casa dal lavoro. Poi nella mattinata di giovedì le sue condizioni sarebbero peggiorate tanto da richiedere necessario l’accesso in pronto soccorso a Legnano Dove è stata ricoverata. La diagnosi non ha lasciato adito ad alcun dubbio. Il meningococco che ha colpito la donna è un batterio che va ad annidarsi a livello del rinofaringe nel 10- 20% dei casi di adolescenti e adulti senza scatenare la patologia, ma trasformando queste persone in dei portatori sani.

“L’attuale quadro clinico della signora è confortante ed è già stato possibile effettuare tutte le profilassi necessarie”, si legge in una nota diffusa dall’ospedale in cui la donna è in cura.  Allarme meningite anche a Catania, ma fortunatamente si è trattato di un falso allarme. L’allarme sarebbe scattato nel momento in cui una bambina di 2 anni sarebbe arrivata presso l’ospedale Garibaldi di Catania con un quadro clinico piuttosto grave tanto da morire Dopo uno stato di coma molto profondo durato poche ore. Inizialmente si pensava che la bambina fosse stata colpita da una meningite batterica, Ma gli esami approfonditi hanno escluso qualsiasi tipo di infezione da meningococco.

Nonostante dai vertici facciano sapere che non vi è alcun pericolo, su tutti i siti regionali sembra sia in primo piano una comunicazione che riguarda il batterio meningococco e dunque tutte le modalità di trasmissione ma anche i punti di informazione e i pericoli della malattia. È stato inoltre ribadito a più riprese che nei casi segnalati è stata attivata anche la profilassi e che dunque tutte le persone che sono venute in contatto con i soggetti infetti sono stati attentamente controllati.

C’è oggi un’emergenza meningite?

Non c’è attualmente un’epidemia di meningite. In base ai dati dell’ISS, nel 2015 e nel 2016 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogruppi B e C. L’andamento rispecchia il trend degli ultimi anni. In generale, la letalità riguarda il 10% dei casi. Il vaccino va somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e ai gruppi a rischio, per mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni. L’unica variazione epidemiologica negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana che è però circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione ad una ampia quota della popolazione.

2. Quali batteri causano la meningite?

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningococco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi, dei quali i più diffusi sono: A, B, C, Y, W135, X. Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa.

3. Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?

I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

4. Quali sono i vaccini anti-meningococco a disposizione ed esattamente contro quali ceppi?

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:  il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C  il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y  il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

5. Sono obbligatori o raccomandati?

I vaccini anti-meningococco sono vaccini raccomandati. Sono tutti inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, ed è previsto siano offerti gratuitamente a specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione. La scheda vaccinale in vigore prevede:  la vaccinazione contro il meningococco B nei bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese)  la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età (1 dose al 13°-15° mese)  la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente nell’adolescenza, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo sia per chi non è mai stato vaccinato. Al di fuori delle fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi o dormono in dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in Regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).

6. Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino? I vaccini contro la meningite inseriti nel nuovo Calendario vaccinale LEA, incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, sono gratuiti per specifiche fasce di popolazione, che sono quelle a maggior rischio di infezione. In particolare:  la vaccinazione contro il meningococco B è gratuita per i bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese)  la vaccinazione anti-meningococco C è gratuita per i bambini che hanno compiuto un anno di età (1 dose al 13°-15° mese)  la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente è gratuita per gli adolescenti, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo sia per chi non è mai stato vaccinato. La vaccinazione contro il meningococco B prevede dosaggi diversi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus influenzae tipo b (emofilo tipo b) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e antiepatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e il calendario nazionale prevede la somministrazione di tre dosi: al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale ne prevede l’offerta attiva e gratuita anche ai soggetti di 65 anni di età.

7. Quanto dura l’effetto della protezione vaccinale?

Generalmente, la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età in cui viene somministrato. Infatti, mentre alcuni vaccini, come quello anti-epatite B, conferiscono una protezione duratura lungo tutto l’arco della vita, per altri vaccini, come quelli contro difterite e tetano, sono raccomandati richiami decennali. Riguardo ai vaccini anti-meningococcici, i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. In Italia, con il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, è stata inserita una dose di richiamo nell’adolescenza in quanto è un’età a maggior rischio (seppure sempre molto basso) rispetto al resto della popolazione, per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.

8. Qual è il valore del richiamo vaccinale?

Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli di copertura vaccinale siano elevati, anche nella popolazione generale l’instaurarsi della cosiddetta immunità di gregge, una specie di scudo di protezione, essenziale a limitare la circolazione di un determinato microbo ed evitare il riemergere di malattie ormai sotto controllo, difendendo così anche le fasce di popolazione più vulnerabili come anziani, bambini molto piccoli ancora non completamente vaccinati e soggetti a rischio.

9. Negli adolescenti va fatta la vaccinazione?

E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo? La vaccinazione anti-meningococcica con vaccino tetravalente è raccomandata agli adolescenti, in quanto rientrano tra le categorie a maggiore rischio di contagio, sebbene limitato rispetto ad altre malattie infettive molto più contagiose, come influenza e morbillo. Il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale raccomanda la vaccinazione nell’adolescenza anche per chi sia stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo. Nell’evenienza di soggetti già vaccinati, la dose di richiamo serve a rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione. 7

10. Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata, a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi ha dubbi è opportuno che si rivolga alla ASL o al proprio medico di base.

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