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Morti per parto: nessuna emergenza, lo dicono i dati

Un interessante articolo del giornalista Jacopo Ottaviani su Internazionale riporta come in Italia, nonostante il caos mediatico degli ultimi giorni, non vi sia nessuna emergenza relativa alle morti per parto, nonostante i recenti casi che sono emersi dai media nei giorni scorsi a distanza ravvicinata l’uno dall’altro. A rassicurare tutti è la responsabile del sistema italiano di sorveglianza ostetrica dell’Istituto superiore di sanità, Serena Donati: “Non c’è nessun allarme in Italia”. 

La dottoressa Donati afferma che le morti per parto sono fenomeni raro e di rado possono capitare anche “in rapida successione, in periodi molto brevi”. Tuttavia, meglio allargare gli orizzonti prima di lanciare allarmi su qualcosa che non si conosce, e magari andare a cercare dati che siano i più veritieri possibile e che dunque allontanino uno spettro che in realtà non esiste, come quello della malasanità legata ai parti.

Il monitoraggio delle morti materne vien effettuato dal 2010 da un sistema nato all’interno dell’Iss, e denominato sistema italiano di sorveglianza ostetrica: nel 2015 sono stati controllati 372 presidi sanitari sia pubblici sia privati dislocati in 8 regioni italiane. Grazie alla rilevazioni di questo sistema, si scopre che la Campania è la regione con il più alto tasso di mortalità materna, con 13,4 morti su 100 mila nati viva, mentre in Toscana si registra il tasso più basso, ovvero 4,6 casi ogni 100 mila vivi.

Confrontando il caso italiano con quello degli altri Paesi, si scopre che in realtà la media italiana – con le 6 regioni prese in esame dall’Itoss, visto che Puglia e Calabria sono state le new entry – è inferiore rispetto a quella degli altri Paesi ricchi: I Paesi Bassi guidano questa triste classifica con 12,1 casi di morte materna ogni centomila nati vivi, a cui segue il Regno Unito, con 11,4 casi di morte materna. L’Italia è un gradino più sotto, alla pari con la Danimarca, con una media di 9,8 casi di questo tipo.

Insomma, sembra davvero non esserci nessuna emergenza e che a volte le emergenze sono create dai media solo per creare scalpore e quindi audience.

 

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