Nimesulide rimborsabile nonostante gli effetti collaterali

24 maggio 2012 15:330 commenti

In Italia il nimesulide, ossia il principio attivo alla base di numerosi farmaci antinfiammatori e antidolorifici (Aulin, Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, ecc.) è a carico del servizio sanitario nazionale qualora venga utilizzato per il trattamento di problematiche infiammatorie croniche di tipo osteoarticolare e, come ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, continuerà a rimanere tale.

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Tutto questo nonostante già diversi paesi hanno adottato misure volte a limitare il più possibile l’utilizzo di tali farmaci. L’Agenzia dei farmaci statunitense (Fda) ha addirittura tolto dal commercio i farmaci contenenti nimesulide come principio attivo, mentre quella europea (Ema), per i pochi paesi in cui sono ancora presenti, ha apposto un limite prevedendo il loro utilizzo solo per casi acuti, per pochi giorni e con obbligo di prescrizione medica. In entrambi i casi, tuttavia, il motivo è sempre lo stesso: i gravissimi problemi di salute che derivano dal suo uso indiscriminato.

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In altre parole, dunque, mentre nel resto del mondo si provvede ad eliminare questi farmaci o a fare di tutto affinché vengano utilizzati solo in casi particolari, l’Italia sembra muoversi in controtendenza adottando misure che sembrano quasi voler favorire l’utilizzo del nimesulide, tanto da farlo gravare sulle casse già mal messe dello Stato. Secondo l’onorevole Vittoria D’Incecco, che è medico, il rischio è quello di favorire  un uso inappropriato del mimesulide nel trattamento cronico.

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