Nuove terapie per il tumore della prostata

3 agosto 2013 13:200 commentiDi:

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Il tumore della prostata è uno di quei tumori che viene oggi considerato “a basso rischio”, perché può rimanere silente anche per molti anni, senza manifestare alcun sintomo della sua presenza, e può restare confinato alla sola ghiandola anche per tutta la vita.

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In altri casi, tuttavia, può rivelarsi un tipo di tumore molto aggressivo ed estendersi con rapidità anche ad altri organi. Per questo motivo il suo comportamento viene considerato dagli oncologi non univoco e a livello di diagnostica gli viene attribuita una considerazione particolare.

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A partire dal 2007, infatti, in Olanda, i tumori considerati a basso rischio, ma per cui non è stata del tutto confermata la non letalità, vengono trattati con il sistema della cosiddetta sorveglianza attiva, in cui i pazienti sono costantemente monitorati prima di passare a terapie più importanti ed invasive.

I pazienti oncologici sottoposti a questo regime di sorveglianza devono però avere un PSA inferiore a 10 ng/mL, devono avere un tipo di tumore particolarmente localizzato e i campioni positivi alla biopsia non devono superare i 2 o i 3. Infine, il Gleason Score, l’ indice di aggressività del tumore, non deve superare un certo valore (3+3).

Una serie di controlli ed esami a scadenza programmata nel regime di sorveglianza attiva evitano, anche per sempre, l’ intervento chirurgico.

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