Nuovo farmaco contro il cancro alle ovaie

1 gennaio 2012 07:050 commenti

Due studi indipendenti condotti su pazienti con cancro alle ovaie avanzato affermano che il farmaco Avastin è in grado di stabilizzare il corso della malattia per circa 3,5 mesi.

I risultati, pubblicati settimana scorsa sul New England Journal of Medicine, arrivano meno di una settimana dopo che la Commissione Europea approvasse l’uso di Avastin per il trattamento di pazienti con cancro alle ovaie nel vecchio continente. Il medicinale, noto anche con il nome generico bevacizumab, non è stato ancora approvato dalla Food and Drug Administrationper il suo utilizzo in questo tipo di cancro negli Stati Uniti.

Avastin, prodotto dalla casa farmaceutica svizzera Roche, può essere somministrato in Europa come trattamento nelle donne affette da questa malattia, prima di sottoporsi all’eventuale rimozione chirurgica del tumore o alla chemioterapia.

Secondo i ricercatori, sebbene il farmaco non abbia dimostrato prolungare la vita delle pazienti e causi effetti collaterali significativi, offre un minimo di speranza nel trattamento di quello che attualmente è il più mortale cancro ginecologico.


Il cancro alle ovaie

Difatti, il cancro alle ovaie colpisce almeno 200.000 donne all’anno in tutto il mondo, provocando il decesso di 125.000 malate annualmente. Questo tumore è particolarmente difficile da trattare perché spesso viene identificato quando si è ormai diffuso ad altri organi, fenomeno noto come metastasi.

L’intervento chirurgico di solito può rimuovere solo alcuni dei tumori secondari, e i due farmaci oncologici più utilizzati non sono molto efficienti nel distruggere le cellule cancerose che rimangono nei tessuti.

Il nuovo farmaco e le speranze

I risultati ottenuti attraverso questi due mega-studi suggeriscono quello che potrebbe essere il primo miglioramento in 15 anni nell’ambito del trattamento del cancro alle ovaie, secondo l’opinione del Dott. Robert Burger, chirurgo oncologico del Fox Chase Cancer Center, e autore principale di una delle ricerche.

Credo che finalmente abbiamo il terzo componente del trattamento, il quale agisce in maniera diversa e può complementare la terapia del cancro alle ovaie”, ha dichiarato.






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