Occhio bionico – Come funziona Argus II

30 settembre 2014 15:100 commentiDi:

occhio

Nel mondo ci sono tantissime persone che soffrono di disturbi visivi o sono affette da cecità. Secondo le ultime statistiche a soffrire di disturbi visivi sono più di 280 milioni di persone, mentre quelle che non riescono più a vedere sono circa 39 milioni. Un esercito di non vedenti che ora, tuttavia, aspetta risposte dalla scienza e dalla tecnologia. La buona notizia infatti è che anche la cecità da qualche anno a questa parte è diventata una malattia curabile e la cura consiste nell’impianto di una protesi, un occhio bionico. 

La nascita dell’”occhio bionico” Argus II


L’occhio bionico che da diversi anni viene trapiantato nei pazienti con gravi problemi alla vista si chiama Argus II e oggi permette il recupero almeno parziale della capacità visiva. Più di cento persone sono state già operate negli ultimi 3 anni con risultati sorprendenti. L’occhio bionico viene realizzato da una società con sede in California e prevede un intervento di diverso ore in sala operatoria per il collegamento degli elettrodi alla retina compromessa.

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Poi si torna a casa e si vede. Si vede in bianco e nero  e a bassa definizione, magari, ma si vede. I pazienti che si sono già sottoposti all’intervento recuperano la vista entro una settimana, anche se devono indossare degli appositi occhiali su cui è montata una telecamera simile a quella dei telefonini. L’immagine ripresa viene prima trasmessa ad un computer tascabile e poi ad un chip che stimola la retina alla visione.

I pazienti devono compiere una sorta di riabilitazione alla vista ma alla fine riescono a distinguere sia la forma delle cose che il loro chiaroscuro. E possono regolare luminosità e contrasto.

 






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