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Occhio bionico – Come funziona Argus II

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Nel mondo ci sono tantissime persone che soffrono di disturbi visivi o sono affette da cecità. Secondo le ultime statistiche a soffrire di disturbi visivi sono più di 280 milioni di persone, mentre quelle che non riescono più a vedere sono circa 39 milioni. Un esercito di non vedenti che ora, tuttavia, aspetta risposte dalla scienza e dalla tecnologia. La buona notizia infatti è che anche la cecità da qualche anno a questa parte è diventata una malattia curabile e la cura consiste nell’impianto di una protesi, un occhio bionico. 

> La nascita dell’”occhio bionico” Argus II

L’occhio bionico che da diversi anni viene trapiantato nei pazienti con gravi problemi alla vista si chiama Argus II e oggi permette il recupero almeno parziale della capacità visiva. Più di cento persone sono state già operate negli ultimi 3 anni con risultati sorprendenti. L’occhio bionico viene realizzato da una società con sede in California e prevede un intervento di diverso ore in sala operatoria per il collegamento degli elettrodi alla retina compromessa.

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Poi si torna a casa e si vede. Si vede in bianco e nero  e a bassa definizione, magari, ma si vede. I pazienti che si sono già sottoposti all’intervento recuperano la vista entro una settimana, anche se devono indossare degli appositi occhiali su cui è montata una telecamera simile a quella dei telefonini. L’immagine ripresa viene prima trasmessa ad un computer tascabile e poi ad un chip che stimola la retina alla visione.

I pazienti devono compiere una sorta di riabilitazione alla vista ma alla fine riescono a distinguere sia la forma delle cose che il loro chiaroscuro. E possono regolare luminosità e contrasto.

 

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