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Ora legale 2018, un pericolo per la nostra salute fisica e mentale, Come Possiamo Rimediare?

La primavera ormai è alle porte e tra pochi giorni arriverà anche il cambio dell’ora e si passerà all’ora legale. Questa arriverà nello specifico nella notte tra sabato 24 e domenica 25 marzo, quando si sposterà la lancetta di un’ora in avanti e porterà a dormire molto probabilmente un’ora in meno ma ovviamente soltanto la prima notte e ci regalerà un’ora di luce in più. Tra pochi giorni ci sarà l’equinozio di primavera 2018 e come abbiamo anticipato, ci sarà il tanto atteso ed anche odiato cambio dell’ora che permetterà di risparmiare energia. Ma è effettivamente così? L’equinozio di primavera sarà il 20 marzo 2018 e ricordiamo che si tratta di un evento astronomico che non è poi così tanto raro visto che avviene circa due volte all’anno. Uno è a settembre e l’altro in autunno. Riguardo il prossimo equinozio, ovvero quello di primavera, avviene proprio nel momento della rivoluzione terrestre intorno al sole dove quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore. Proprio in questo momento sembra che il giorno ed anche la notte siano uguali. Sembra che fino al 2012 l’equinozio avverrà sempre il 20 marzo e soltanto raramente il 19.

Poi il giorno seguente ovvero il 21 marzo sarà la giornata in cui arriverà ufficialmente la primavera che in teoria dovrebbe portare con se la bella stagione. Tornando al cambio dell’ora, questo dovrebbe contribuire ad un risparmio energetico, perché si sfrutterà al meglio la luce del sole ammortizzando in questo modo i consumi. Soltanto poche settimane fa alcuni membri del Parlamento europeo avevano chiesto l’abolizione dell’ora legale perchè secondo loro avrebbe porta soltanto dei disturbi alla salute. In effetti ci sarebbero numerosi studi scientifici che mettono in guardia dall’impatto negativo che il passaggio dell’ora legale avrebbe sul nostro stato psico-fisico.

Proprio uno studio del 2016 condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia avrebbe rivelato che ad esempio il tasso complessivo di ictus sarebbe superiore dell’8% nei due giorni successivi al cambio dell’ora legale. Stando a quanto riferito dai ricercatori il rischio di ictus sarebbe maggiore addirittura nelle prime luci dell’alba e l’interruzione del ritmo circadiano insieme ai disturbi del sonno causati dal cambio dell’ora legale, spiegherebbero ripercussioni negative simili.

Come affrontare dunque al meglio il cambio dell’ora? Innanzitutto bisogna cercare di rientrare nelle buone abitudini che possono in qualche modo migliorare la qualità del sonno. Dunque, occorre dormire la domenica mattina successiva al cambio dell’ora legale e cercare di riposare anche durante il pomeriggio. Poi bisognerà lasciar trascorrere un paio d’ore dopo aver cenato, prima di andare a dormire. E’ consigliabile spegnere i dispositivi mobili prima di andare a dormire, e ricorrere a dei rituali che possono favorire l’addormentamento.

Stanotte abbiamo dormito un’ora in meno. Colpa dell’ora legale, che arriva puntuale a fine marzo. E che soltanto a fine ottobre restituirà quei 60 minuti di cui già sentiamo la mancanza. Spostate avanti le lancette, ci sentiamo stropicciati, di cattivo umore, con un sottile senso di stanchezza. E poco ci importa del fatto che il nuovo orario permetterà di risparmiare energia elettrica, godendo di un’ora in più di sole nell’imminente bella stagione. Per molti questo “cambiamento” comporterà problemi di adattamento. Proprio per la gestione del riposo che, ricordiamo, per un adulto dev’essere di almeno 5 ore a notte. “L’ora legale contribuisce ad aumentare uno scompenso che la maggior parte della popolazione ha già – spiega il professor Mario Nurchis, naturopata con un master in omeopatia, omotossicologia e discipline integrate -. Al giorno d’oggi, con tutti i problemi che ci sono, nessuno dorme più bene. I motivi sono i più svariati: il partner, i figli, il lavoro, i soldi, la salute, i genitori anziani..”.. Ecco che l’ora legale enfatizza problemi già esistenti.

Purtroppo non c’è molto da fare. Nella maggior parte dei casi con un po’ di pazienza l’allarme rientra. Tra le conseguenze più classiche di questo cambiamento ci sono mal di testa, affaticamento, stanchezza, fame incontrollata, ansia, irritabilità, stress e tensione muscolare. In altri casi, invece, serve un aiuto. Le categorie più colpite sono bambini, anziani e malati cronici, individui con una scarsa capacità di adattamento. “Spesso la ragione è psicosomatica – prosegue il naturopata -. Si va a letto già convinti di non dormire bene e alla fine succede proprio così. Idem con l’ora legale. Ai miei pazienti raccomando sempre di mettersi a letto cercando di avere la mente libera, altrimenti non si può prendere sonno. E nemmeno pensare di dormire bene. Ci sono casi in cui è sufficiente capire questo meccanismo per trovare una soluzione”.

Tuttavia, positivo è il fatto che quest’anno l’ora legale sia introdotta proprio in questo weekend festivo, dove un giorno in più di riposo può essere un buon aiuto. La maggior parte delle persone è in vacanza e quindi si trova a fare i conti con ritmi decisamente meno frenetici che permetteranno di digerire più facilmente questo cambiamento. Altrimenti, si può sempre fare affidamento su qualche trucco naturale, come la famosa melatonina che aiuta a ritrovare il giusto ritmo. Usata da molte persone come regolatore del sonno, quando c’è di mezzo un “jet lag”, ma anche nei mesi a cavallo del solstizio estivo e invernale. Altri rimedi validi sono l’agopuntura, una corretta alimentazione e un buon stile di vita, oltre alla fitoterapia e l’omotossicologia. Quest’ultima appartiene all’area delle medicine alternative e si basa sullo studio dei fattori tossici, identificati come le cause delle malattie. L’omotossicologia studia il comportamento e l’eliminazione delle tossine che danneggiano l’organismo umano. Il consiglio di Nurchis è provare queste soluzioni. “Si tratta di prodotti che appartengono all’omeopatia avanzata, poco conosciuti in Ticino, ma che hanno grande successo oltre Gottardo. Ho sempre ottenuto ottimi risultati. Consiglio di prendere queste gocce, o pastiglie, prima di dormire e i primi tempi anche al risveglio. Ho parecchi pazienti che non riuscivano a chiudere occhio e che adesso dormono come ghiri! E ripeto, sono prodotti naturali che tranquillizzano senza rendere la persona sonnolente”. Insomma, i rimedi per migliorare la qualità del sonno ci sono, sono molti e possono essere colti da discipline e campi diversi, in modo che ognuno possa trovare quello più adatto a sé. E, soprattutto, pensare positivo: “La buona notizia è che da queste situazioni spiacevoli si può uscirne. È importante sapere che la soluzione c’è”. Parola di naturopata.

ORA LEGALE E ORA SOLARE È arrivato il momento di tornare all’ora solare, riportando indietro di un’ora le lancette degli orologi: l’appuntamento è fissato per le 3 del mattino della notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, così come stabilito dalla direttiva del Parlamento Europeo del 2001. Buona notizia: dormirete un’ora in più. L’ora solare è l’orario “naturale”, quello stabilito dal movimento apparente del Sole nel cielo; questo orario coincide con quello del fuso orario di riferimento. L’ora legale è la convenzione di mettere avanti di un’ora le lancette degli orologi durante il periodo estivo, per avere più la luce solare nel tardo pomeriggio (in cambio di un po’ meno luce al mattino prestissimo).

Lo spostamento in avanti avviene all’inizio della primavera e viene annullato durante l’autunno, quando le giornate corte annullano i benefici dell’ora legale e dunque sarebbe inutile mantenerla. Con l’inverno alle porte, infatti, i vantaggi dell’ora legale vengono meno: a fronte di un’ora di luce risparmiata al tramonto, se ne perde una all’alba. Sostanzialmente, è questo il motivo per cui si torna all’ora solare. Perché è stata introdotta l’ora legale? Nel periodo estivo con l’ora legale abbiamo lo “svantaggio” che la notte del cambio di ora perdiamo un’ora di sonno (uffff!) e che, per tutti i giorni in cui l’ora legale è in vigore, in realtà ci svegliamo un’ora prima dell’ora indicata dall’orologio (ma, a parte i primi giorni, non ce ne accorgiamo!). In compenso, tutte le giornate seguenti ci sembreranno molto più lunghe (alèèè!) visto che abbiamo un’ora di luce in più e ci sentiamo in maniera naturale più produttivi.

Grazie all’ora legale si può sfruttare l’allungamento delle giornate anticipando l’inizio della vita produttiva: in primavera ed estate il sole sorge prima delle 6 del mattino ma tipicamente gli italiani si svegliamo verso le 7; spostando di un’ora l’orario si riesce comunque ad avere la luce naturale al mattino e si guadagna un’intera ora di luce per la sera à motivazione biologica. I vantaggi di questa convenzione non finiscono qui. Infatti, il motivo principale per cui si è deciso di adottarla è che permette di risparmiare molta energia (daylight saving time). Facciamo un rapido calcolo: recuperando un’ora di luce solare ogni giorno accenderemo la luce elettrica un’ora più tardi. Siccome questa cosa avverrà per circa sette mesi, solamente in Italia si risparmieranno circa 650 milioni di kilowattora (il kilowattora è l’unità di misura del consumo di energia elettrica). Il che vuol dire un risparmio di quasi 100 milioni di euro! à motivazione di risparmio economico à motivazione di risparmio energetico Chi ha inventato l’ora legale? La prima teoria dell’ora legale risale addirittura al Settecento.

Benjamin Franklin capì che facendo adattare l’orario ai cambiamenti della luce, durante l’estate si sarebbe risparmiato molto, in energia destinata all’illuminazione. In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916. L’Unione Europea (nel 2001) ha stabilito che in ciascuno Stato membro il periodo dell’ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora di Greenwich, dell’ultima domenica di marzo e termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell’ultima domenica di ottobre. In Italia significa regolare l’orologio alle 2 del mattino e portarlo a segnare le 3. Non tutti i Paesi del mondo, però, hanno deciso di seguire questa convenzione, alcuni l’hanno adottata in passato ma l’hanno abbandonata, altri addirittura seguono sempre l’ora legale e hanno sospeso l’ora solare. Curiosità A volte cambiare ora può dare un po’ fastidio, perché le nostre abitudini vengono scombussolate. Non a caso si è scelta la domenica per far scattare l’ora legale: in questo modo le persone possono adattarsi più dolcemente alla variazione, dormendo un po’ di più, ed evitare errori di un’ora (di ritardo o di anticipo) nell’arrivare a scuola o al lavoro!

Come regolare il nostro sonno legale e solare

Nei paesi industrializzati un adulto su tre soffre di disturbi legati al ritmo del sonno. Problemi di lavoro, pensieri familiari, impegni personali e sociali, rumori, luce e temperatura nella stanza sono tutti fattori che condizionano il nostro stato mentale e che possono influire negativamente sulla qualità del sonno. Ma non è tutto. A complicare la situazione ci si mettono anche un repentino cambio della stagione con le temperature in picchiata e l’avvento dell’ora solare. Tutti fattori che rendono il nostro sonno sempre più precario. Tra legale e solare. Ma non tutto è perduto. L’importante è prendere alcuni accorgimenti (vedi articolo a lato). Inoltre abbiamo chiesto aiuto a un esperto: “È la passività della vita che porta a non dormire bene – spiega Jörg Karau, medico neurologo -. In questo senso è importante praticare una regolare attività fisica. Così come è fondamentale avere dei ritmi quotidiani piuttosto regolari, abitudinari”. I motivi per cui si può dormire male sono tanti e, ovviamente, variano da persona a persona. Si parla anche di apnee ostruttive, depressione o pensieri molto seri. “A volte basta eliminare almeno un’ora prima di andare a letto tutti quelli apparecchi elettronici come tv, computer o cellulari che possono disturbare lo scivolamento nel sonno – sottolinea il medico -. E poi i rimedi della nonna come la tisana, il bagno caldo o un bicchiere di latte aiutano senz’altro”. In sostanza, dormire bene sembra dipendere da un equilibrio molto delicato. I principali indicatori della qualità del sonno sono il tempo che si impiega ad addormentarsi, le interruzioni del sonno, la durata e il tipo di risveglio. E tutto ciò è favorito dall’armonia tra i nostri orari abituali e quelli di veglia-sonno. Ma non bisogna pensare, come capita un po’ a tutti, di poter recuperare durante il fine settimana. Tutt’altro! Le belle dormite della mattinata della domenica non riescono a colmare il mancato riposo accumulato durante la settimana. Per di più, indugiare a letto la mattina dopo una notte difficile non fa che peggiorare l’insonnia della sera successiva. A tal proposito, la medicina del sonno spiega come sia fondamentale non cedere alla stanchezza nelle ore intoccabili per il nostro sonno, ovvero quelle della mattina. Invece, quando ce n’è proprio bisogno, il primo pomeriggio è un orario perfetto per il sonno riposante e quindi ben venga l’amata pennichella. Ma attenzione a non innescare un circolo vizioso. Lasciatevi andare solo ogni tanto.

Ecco la top ten del buon riposo che ci rigenera

Secondo gli esperti del sonno, per dormire bene è necessario per prima vivere bene, perché la capacità di addormentarsi facilmente e di passare una buona nottata di riposo è legata ad uno stile di vita sano. Ma esistono anche dieci regole d’oro che possono aiutarci a dormire meglio. Per prima cosa è necessario mantenere costante l’ora in cui si va a dormire e quella della sveglia mattutina. Se non si riesce a dormire, sarebbe meglio alzarsi e distrarsi evitando di rigirarsi nel letto. È importante evitare i sonnellini nel pomeriggio per recuperare durante la notte. Bisognerebbe anche evitare di usare la camera da letto per mangiare o guardare la tv. Così come evitare esercizi fisici faticosi o attività mentali impegnative la sera. Dalle quattro del pomeriggio è opportuno non bere tè, caffè e cioccolata, sostanze eccitanti. Evitare anche di addormentarsi sul divano davanti alla tv. La camera da letto deve essere fresca, buia e silenziosa. Infine, prima di andare a letto, sarebbe buona abitudine adottare comportamenti abitudinari, come fare un bagno caldo, bere una tisana o del latte per aiutare la predisposizione al sonno.

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