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Mattia, ricoverato per influenza muore dopo 3 giorni di agonia di polmonite

Una polmonite si è rivelata fatale. Il giovane, che da qualche tempo viveva a Mozzanica (Bergamo) con la madre, era andato a scuola martedì 16 gennaio, al liceo Galileo Galilei di Caravaggio, poi era rimasto a casa per quello che sembrava poco più che un raffreddore. Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 gennaio le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate e per Mattia non c’è stato purtroppo nulla da fare. Ma in pochi giorni la malattia è degenerata in una brutta polmonite e l’ha portato via.

I primi sintomi sono stati confusi con l’influenza, ma subito dopo si è trasformata in polmonite uccidendo un ragazzo diciottenne che frequentava la quinta superiore al liceo Galileo Galilei di Caravaggio. Martedì Mattia Rapetti si è recato a scuola per l’ultima volta: aveva tutti i segnali di quella che a prima vista era una semplice influenza, con problemi respiratori, ed è tornato immediatamente a casa.

Purtroppo nei giorni a venire, però, quella che sembra un’influenza si è aggravata improvvisamente: il ragazzo è stato meramente ricoverato all’ospedale di Treviso dove i sanitari sono stati costretti per non aggravare la situazione a mandarlo in coma farmacologico.

La sua morte improvvisa, ha profondamente scioccato tutta la comunità di Caravaggio e Mozzanica. Mattia studiava e sognava di diventare un architetto: purtroppo in pochissimo tempo una polmonite fulminante gli ha stroncato le sue ambizioni.

Le polmoniti sono una malattia ancora di notevole interesse sia per il clinico che per il ricercatore. L’incidenza annuale, infatti, è valutabile intorno al 5-6 per mille nei giovani per salire al 30-35 per mille nella popolazione anziana. Il 20-40% dei pazienti con polmonite acquisita in comunità necessita di ricovero in ospedale e tale percentuale è notevolmente più alta nelle persone anziane. Le polmoniti possono essere distinte in polmoniti acquisite in comunità, polmoniti che si sviluppano in ambienti peri-ospedalieri, polmoniti che si sviluppano dopo 48 ore dal ricovero in ospedale e polmoniti ventilatore-associate. Poiché l’agente eziologico delle polmoniti è spesso non conosciuto, l’inizio della terapia è empirico; essa è comunque legata ad alcune “regole d’oro”.

Le dimensioni del problema L’incidenza annuale della polmonite è valutabile attorno al 5-6‰ nei giovani (età < 40 anni) per salire al 30-35‰ negli anziani (età >75 anni). Il 20-40% dei pazienti con polmonite acquisita in comunità necessita di ricovero in ospedale: di questi, il 5-10% in Unità di Cura intensiva. Con riferimento alla polmonite acquisita in comunità, la mortalità generale è stimabile nel 5-10%. Da qui la necessità di un approccio razionale: in termini di diagnosi tempestiva e appropriate strategie terapeutiche.

Appare opportuna la definizione delle seguenti categorie. Polmoniti acquisite in comunità (CAP): quelle che si sviluppano a domicilio o entro le prime 48 ore dal ricovero in ospedale (e che non rientrino negli altri criteri).

Health-care associate (H-CAP): quelle che si sviluppano in ambienti peri-ospedalieri e che soddisfino i seguenti criteri: pazienti recentemente ospedalizzati che abbiano eseguito una terapia e.v. (antibiotici, chemioterapici) nei 30 giorni precedenti;

I pazienti che siano stati ricoverati in un ospedale per acuti nei 30 giorni precedenti; pazienti residenti in RSA. Questo tipo di polmoniti costituisce una relativamente nuova entità clinica che include uno spettro di pazienti adulti con stretto rapporto con ospedali per acuti o che risiedono in case di cura per anziani. Tale popolazione di pazienti si trova a rischio di polmoniti indotte da germi multi-resistenti (MDR: multi-drug-resistant) che comportano una più elevata morbosità e mortalità. Acquisite in ospedale (HAP): quelle che si sviluppano dopo 48 ore (o più) dal ricovero in ospedale (polmoniti nosocomiali)  Ventilatore-associate (VAP): polmoniti che si sviluppano in corso di ventilazione meccanica in Unità di Cura intensiva (ICU) o semi-intensiva, distinte in: precoci entro i primi 4 giorni dall’ingresso in ICU, solitamente causate da germi antibiotico-sensibili; tardive, in prevalenza causate da germi Gram negativi. Alla sovra indicata categorizzazione corrisponde un diverso rischio di mortalità e di patogeni causali multi-resistenti e, conseguentemente, una maggior durata di ricovero in ospedale .

Cosa provoca la polmonite?

La polmonite è tipicamente causata da un virus o un batterio a cui si è stati esposti a livello ambientale o che ci è stato trasmesso da un’altra persona. L’infezione può essere trasmessa da persona a persona tramite contatto diretto (solitamente con le mani) o inalando piccole gocciole nell’aria provenienti dalla tosse o dallo starnuto. A volte una persona che ha una infezione virale, come il virus dell’influenza, può sviluppare una infezione batterica secondaria per esempio da Staphilococcus aureus durante la malattia.

La polmonite più raramente può essere causata da un parassita, un fungo o un lievito. La polmonite da inalazione è causata da materiale estraneo, di solito cibo o vomito che arriva nel polmone dalla gola, irrita le vie aeree e i tessuti polmonari e aumenta le possibilità di infezioni batteriche.

Chi si ammala di polmonite? La polmonite può manifestarsi a qualsiasi età. Tuttavia, è più comune nelle persone anziane e nei bambini. Alcune persone sono ad alto rischio di polmonite poiché hanno una malattia polmonare preesistente, malnutrizione, difficoltà nella deglutizione, altri problemi di salute cronici o problemi del loro sistema immunitario. Le persone che fumano o che sono a contatto con il fumo di tabacco sono ad alto rischio di sviluppare polmoniti. Le persone che non si vaccinano annualmente per l’influenza o che non sono immunizzate per lo Streptococcus pneumoniae (Prevenar 13 e/o Penumovax 23) sono anch’esse ad alto rischio di infezioni polmonari.

Quali sono i segni e i sintomi di una polmonite?

Le persone con la polmonite hanno spesso tosse, febbre o brividi, difficoltà a respirare, stanchezza e inappetenza. A volte si può avere nausea, diarrea, e/o dolore toracico. Si può avere una polmonite senza tosse o febbre. I sintomi si possono manifestare subito o potrebbero peggiorare lentamente nel tempo. A volte una persona che ha una infezione virale del tratto respiratorio superiore (raffreddore) potrebbe avere febbre e un peggioramento che segnala l’inizio di un’infezione batterica secondaria. Come si fa diagnosi di polmonite? Il vostro medico prenderà in considerazione i vostri sintomi e vi prescriverà degli esami. In corso di polmonite si possono rilevare una riduzione del rumore respiratorio o rumori anomali. Il medico può richiedere degli esami del sangue per la conta dei globuli bianchi, unitamente ad altri test che potrebbero risultare alterati per via dell’infezione. Spesso si fa una RX torace per evidenziare l’area o le aree di polmonite. A volte si fa anche un esame radiologico più dettagliato, chiamato TC e si possono fare colture e test sull’espettorato (chiamato anche catarro o muco) che viene raccolto per poter isolare batteri o virus.

Chi sta male abbastanza da essere ricoverato viene sottoposto a dei test per i virus e batteri più comuni. Se una persona non migliora, ha un’infezione grave o è ad alto rischio di contrarre un’infezione non comune, potrebbe essere necessario prelevare un campione di muco attraverso le vie aeree usando una procedura detta broncoscopia flessibile. In alcuni casi potrebbe essere difficoltoso capire quale tipo di infezione (ad esempio quale batterio) stia causando la polmonite: questo potrebbe succedere perché i test non sono perfetti e/o potrebbero non tenere conto delle terapie ricevute precedentemente. Tuttavia, il medico provvederà ad aiutarvi prescrivendo una terapia basata su ciò che è più frequentemente causa della polmonite, sulle informazione che ha raccolto, su quale tipo di infezione è stata osservata nella comunità e su quale tipo di infezione potrebbe essere più rischiosa per voi se avete già problemi di salute. Qual è il trattamento raccomandato per la polmonite? La terapia della polmonite dipende dalla sua probabile causa e dalle condizioni cliniche del paziente.

L’approccio usuale prevede la prescrizione di antibiotici efficaci contro i più comuni batteri che causano l’infezione. Se sviluppate una polmonite mentre siete in ospedale o in un’altra struttura sanitaria (ad esempio una casa di cura) potrebbero essere necessari antibiotici per batteri più resistenti. Se il virus dell’influenza si è manifestato nella vostra aerea, si può somministrare un farmaco antivirale in aggiunta o al posto degli antibiotici. Se il vostro sistema immunitario è depresso, il vostro medico potrebbe decidere di trattare un’infezione fungina. In alcuni casi potrebbero essere necessari anche cortisonici. L’ossigeno si somministra se si hanno problemi di respirazione con conseguenti bassi livelli di ossigeno. Se siete in ospedale ed esiste un dubbio di malattia altamente contagiosa, come influenza o tubercolosi, dovrete essere messi in isolamento. I Centers for Disease Control, negli USA, hanno linee guida per tutti i tipi di isolamento necessari per le diverse infezioni che possono essere trasmesse velocemente tra le persone. Quando si è isolati, si è limitati ad uscire dalla propria camera e gli infermieri devono prendere precauzioni come indossare maschere e guanti oltre ad un corretto lavaggio delle mani.

Quanto grave è la polmonite? Se è stata diagnosticata una polmonite, bisogna prendere la cosa sul serio e prendersi cura di se stessi. La maggior parte delle persone con polmonite ricorre ad antibiotici e riposo. Tuttavia, circa 1 adulto su 5 con polmonite necessita di ricovero e le persone con infezioni gravi e potrebbero richiedere cure di terapia intensiva e misure di supporto alla vita. Polmoniti gravi potrebbero portare alla morte, soprattutto se colpiscono anziani, bambini o persone con altri patologie. Il tasso di mortalità complessiva per polmonite negli ospedali degli Stati Uniti è inferiore al 5%. In altre parti del mondo, i tassi di polmonite e di morti sono molto più alti. La polmonite è spesso una malattia a breve termine ma a volte può durare a lungo o peggiorare prima di migliorare. La maggior parte delle volte, comunque, le persone vanno incontro ad un recupero completo. Di solito non vi sono esiti con cicatrici o danni polmonari se non è presente un problema polmonare o immunitario di base. Tuttavia, c’è sempre qualche rischio di danni polmonari nel caso di infezioni gravi. Potrete discutere con il vostro medico le aspettative per il recupero e l’eventuale necessità di ripetere radiografie o esami di funzionalità polmonare. Cosa fare per stare meglio prima? ■ Si dovrebbero assumere fino alla fine tutte le dosi dei farmaci, soprattutto antibiotici, anche se si sta meglio un paio di giorni dopo l’inizio della terapia. ■ È rischioso saltare le dosi non solo perché non si possono recuperare, ma perché si può anche rendere più facile per i batteri diventare resistenti agli antibiotici. ■ Non conservare antibiotici somministrati per la polmonite per utilizzarli in caso di altreinfezioni. ■ Se sei un fumatore, smetti! Evita l’esposizione al fumo. ■ Riposati, ma non restare a letto per tutto il tempo. E’ bene alzarsi e muoversi. ■ Bevi molti liquidi. Chiama il tuo medico se: ■ La tua tosse è grave o sta peggiorando. ■ La febbre non è andata via. ■ Hai difficoltà a respirare. ■ Hai problemi ad assumere i farmaci o sei preoccupato dei possibili effetti collaterali. Non interrompere il trattamento senza aver consultato il tuo medico. ■ Non ti senti meglio o hai ancora la febbre dopo 3 giorni dall ’inizio dell’ antibiotico. ■ Richiedi immediatamente assistenza medica in caso di difficoltà respiratoria, intenso dolore toracico, colorito bluastro del letto ungueale e delle labbra o hai iniziato a tossiresangue. Cosa si può fare per evitare una polmonite? ■ Smettere di fumare. Evitare l’esposizione al fumo Fare annualmente il vaccino per l’influenza e aggiornare quello per lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco). ■ Lavare le mani tutte le volte, specialmente quando si incontra qualcuno con raffreddore o infezione polmonare. ■ Condurre uno stile di vita sano con una buona dieta ed esercizio fisico.

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