Tutti i possibili utilizzi terapeutici della cannabis

16 gennaio 2014 09:102 commentiDi:

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Il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, e di conseguenza sui suoi effetti negativi sulla salute e su quelli terapeutici, sono tornati in auge negli ultimi giorni. A livello politico si è vista una discussione che ha travalicato i confini partitici, con posizioni personali di diversi esponenti che non sono in linea con la visione generale del partito di appartenenza.

È il caso dell’assessore della Lega Nord Fava, che ha dato brio al dibattito parlando di ipocrisia e di fallimento della proibizione.

Il dibattito politico sulla legalizzazione della cannabis

Anche nel Pd la posizione dei suoi rappresentanti non è sempre univoca in termini antiproibizionisti. Il parlamentare Luigi Manconi lavora al Decreto legge sulla depenalizzazione della cannabis ed entra nel dibattito con posizioni sicure.

Il dibattito, però, non è solo politico, ma anche scientifico e medico. I ricercatori sono abbastanza divisi tra chi mette in risalto gli effetti negativi sulla salute e i rischi per gli adolescenti e chi considera maggiormente gli effetti per un uso terapeutico e considera i rischi minori di quelli delle droghe leggere e anche dell’alcol e del tabacco.

Il principio attivo della cannabis e il suo uso terapeutico

Alla base delle  potenzialità terapeutiche della cannabis c’è il suo principio attivo, il Delta-9-tetraidrocannabinolo detto anche Thc. Questi è il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

► Gli effetti della cannabis sulla salute

La ricerca medica si basa sulle potenzialità di questo principio attivo con evidenze, a livello biomedico, rispetto sulla sua efficacia come analgesico e antidolorifico. È utilizzato come terapia palliativa e in commercio ci sono dei farmaci  che si basano sul Thc come principio attivo. Il Sativex è presente in Italia e in altri dieci Paesi ed è utilizzato come farmaco per la sclerosi multipla. Per questa patologia rara per la quale non c’è cura, il Thc ha mostrato la sua efficacia nel contenere alcuni sintomi e limitarne la progressione.

Ci sono poi studi che riguardano l’applicazione del Thc in funzione neuro protettiva. Si lavora a un possibile utilizzo per malattie come la sindrome di Parkinson, anche se ancora non sono stati prodotti dei farmaci.

La cannabis è quindi terapeutica?

A questa domanda non si può rispondere in maniera affermativa senza se e senza ma. In altre parole, l’utilizzo del principio attivo delle cannabis può dare benefici clinici solo attraverso l’utilizzo medico controllato. L’abuso marijuana o l’uso non controllato a livello medico non sono di per sé terapeutici. C’è quindi un a differenza tra cannabis e cannabis medicinale o a uso medico.

Il Thc si lega ai recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2 che vengono attivati da composti e sono coinvolti in una vasta gamma di processi fisiopatologici come la modulazione del rilascio di neurotrasmettitore, la regolazione della percezione del dolore, al sistema cardiovascolare, al sistema gastrointestinale e alle funzioni del fegato.


Gli effetti psicotropi noti del Thc ne hanno notevolmente limitato l’uso clinico. Ci sono però recenti progressi farmacologici, basati su nuovi meccanismi di azione, e potenziali applicazioni terapeutiche dei cannabinoidi di origine vegetale non psicotropi contenuti nella cannabis. Particolare enfasi è data alla cannabidiolo, viste le possibili applicazioni che sono recentemente emerse nel processo infiammatorio, nel diabete, nel cancro e nelle malattie neurodegenerative. Il Thc ha invece una funzione antagonista che esercita azioni potenzialmente utili nel trattamento di epilessia e obesità.

È poi conosciuto che la marijuana stimola l’appetito. Questo la porta ad essere utilizzata nei casi di inappetenza in pazienti terminali o in chi fa chemioterapia. Possibile utilizzo anche in casi di anoressia e bulimia. Per queste caratteristiche, però, non ci sono ancora farmaci specifici approvati in quanto gli studi che ne dimostrano l’efficacia e l’assenza di tossicità e di effetti collaterali non sono ancora sicuri.

Le posizioni scientifiche sulla cannabis

Sull’utilizzo della cannabis in ambito medico i ricercatori sono quindi divisi. I ricercatori che propongono l’utilizzo della cannabis a scopi medici si riferiscono alla sua efficacia per le seguenti patologie o problemi:

Sindrome di Alzheimer

Il Professore di Psicologia e Neuroscienze e Virologia Molecolare, Immunologia e Genetica Medica dell’Ohio State University Medical Center Gary Wenk affermato che la marijuana potrebbe funzionare come prevenzione della Sindrome di Alzheimer. Egli ha detto che una sostanza sicura e legale che imita le proprietà della marijuana può lavorare sui recettori ndel cervello per evitare i deficit di memoria nell’invecchiamento. I cannabinoidi sintetici hanno quindi migliorato la memoria nei ratti vecchi.

Artrite

Rispetto al placebo, le medicine a base di cannabis hanno prodotto miglioramenti statisticamente significativi nel dolore in movimento, nel dolore a riposo e nella qualità del sonno.

Asma

La ricerca ha mostrato che fumare marijuana o la somministrazione del suo principale costituente attivo, il Thc, possono esercitare effetti di dilatazione sulle vie respiratorie. Alcuni pazienti asmatici rispondono però a questi composti con una paradossale broncospasmo. I meccanismi alla base di queste risposte contrastanti rimangono irrisolti. Ci sono effetti doppi effetti sulla reattività bronchiale nei roditori: inibizione del broncospasmo e della tosse e broncospasmo quando il tono della costrizione esercitata dal nervo vago viene rimosso.

Epilessia

Il professore associato di Neurologia Donald Gross ha dichiarato che ci sono limitate evidenze di efficacia della cannabis per l’epilessia, anche se molti pazienti la utilizzano perché la considerano ancora un’efficace terapia.

Sclerosi Multipla

Diversi studi sugli effetti della cannabis sulla sclerosi multipla riportano come alcuni pazienti con che fumano marijuana hanno sperimentato un certo sollievo in relazione allo spasmo e al dolore dopo la seconda o terza boccata. Ciò implica un effetto molto rapido.

Dolore

L’efficacia della cannabis per alleviare il dolore è conosciuta da molto e diversi studi hanno trovato che i cannabinoidi hanno effetti analgesici. Infatti, il THC può funzionare anche nel trattamento del dolore da cancro come la codeina, un antidolorifico lieve. I ricercatori attualmente stanno sviluppando nuovi farmaci a base di cannabis per trattare il dolore.

La cannabis è considerata anche per altre patologie come il Morbo di Crohn, il Glaucoma, l’Epatite C, la Nausea da chemioterapia, le Condizioni psicologiche come la schizofrenia, la psicosi, i disturbi bipolari ecc., e la Sindrome di Tourette.






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2 commenti

  • Sono affetta da fibromialgia,ho dolori tremendi per tutto il corpo e per tutto il giorno,questo mi sta causando la depressione,non ci sono farmaci che riescano a dare sollievo.Come posso fare per curarmi con la cannabis?il mio medico dubita ma io voglio provare in caso me la procuri come posso utilizzarla?

  • Mio Padre è affetto da Parkinson in fase ingravescente, con marcate discinesie e affanno. La cura con L dopa non dà più effetti, vorrei sottoporlo alla cura con la cannabis, dove mi posso rivolgere qui in Sicilia?
    Grazie

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