Progressi nel trapianto di organi artificiali

16 gennaio 2012 12:030 commenti

Finora, i risultati delle ricerche sulle cellule staminali, sebbene molto promettenti, sono stati piuttosto scarsi e limitati. Questo fatto però potrebbe cambiare, almeno nel settore della medicina rigenerativa e il rimpiazzo di tessuti danneggiati.

Difatti, in Svezia un gruppo di scienziati sono riusciti a trapiantare, per la seconda volta, una trachea artificiale, creata dalle cellule staminali del paziente.

Si tratta di un giovane americano di 30 anni, che aveva un tumore maligno nella trachea, considerato non rimovibile chirurgicamente. Adesso, dopo il trapianto di trachea, i medici informano che il paziente sta rispondendo favorevolmente.

Il trapianto, realizzato dal professore Paolo Macchiarini e il suo team nell’Ospedale Universitario Karolinska, a Stoccolma, è il secondo di questo genere eseguito dagli specialisti; il primo è stato effettuato in giugno 2011 su un paziente 36nne, ed è andato bene.

Secondo Macchiarini, il progetto continua migliorando, e adesso stanno perfezionando questa tecnica per poter realizzare il trapianto di polmoni, cuore ed esofago. Questa tecnica di medicina rigenerativa è possibile grazie ad una collaborazione internazionale tra bioingegneri, nanoscientifici e chirurgi.

Senza attesa né rigetti

La trachea artificiale è stata sintetizzata in laboratorio in solo due giorni, tramite una struttura porosa formata da nanoparticole, i cui pori vengono “germinati” poi con cellule staminali del paziente prima del trapianto.


Dato che l’organo è formato dalle stesse cellule del soggetto, non esiste rischio di rigetto, e non occorre assumere farmaci immunosoppressori.

In passato, lo stesso Macchiarini aveva trapiantato altri organi “germinati” con cellule staminali del paziente, ma erano prodotti su organi donati oppure meccanici.

L’importanza di questa nuova tecnica è che elimina la necessità di aspettare per una donazione di organi, dato che il tessuto può essere creato nel laboratorio quando è richiesto. Inoltre, l’organo può essere disegnato a misura, secondo la forma e le dimensioni del paziente, inclusi i bambini.

Arterie artificiali

Nel Regno Unito, il dottore Alex Seifalian, professore di nanotecnologia e medicina rigenerativa dell’Università di Londra, che svolge la sua ricerca nel settore dei tessuti sintetici e collabora anche con Macchiarini, sta adesso lavorando nella produzione di un dispositivo che, in 20 minuti, potrebbe creare un tubo sintetico lungo un metro.

Il materiale può perfino avere pulso come un’arteria, e si può produrre in diversi diametri. Difatti, lo scienziato e il suo team sta lavorando nel trapianto di arterie come l’aorta, ed anche nella produzione di orecchie, nasi o pelle di rimpiazzo.

Infine il professore David Green, presidente di Harvard Bioscience, afferma che questi nuove tecniche di trapianto di organi artificiali non sono un’eccezione, ma una procedura che può ripetersi, perciò un progresso molto importante in medicina rigenerativa.






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