Quali sono i sintomi dell’aviaria e come si trasmette la malattia

2 febbraio 2014 13:090 commentiDi:

influenza-aviaria

L’influenza aviaria è un’infezione virale generata dal virus H5N1 che si diffonde da uccello a uccello.

Questo virus esiste naturalmente in molti uccelli selvatici, soprattutto tra gli uccelli acquatici, ed è in grado di provocare la morte di molte specie di questi, ma non di tutte, mentre è altamente mortale per gli esseri umani e gli altri mammiferi contagiati: dal primo caso umano nel 1997, l’H5N1 ha ucciso quasi il 60% delle persone che sono state infettate.

A differenza dei normali virus che causano l’influenza negli umani, l’aviaria H5N1 non si diffonde facilmente da persona a persona. I pochissimi casi di trasmissione da uomo a uomo si sono verificati tra persone che sono state a strettissimo contatto con chi aveva già preso la malattia, come per esempio una persona che si trovi ad accudire un malato.

Caratteristiche generali del virus che causa l’influenza aviaria

L’influenza aviaria è causata da un virus. Esistono diversi sottotipi diversi di questo, tra cui H5N1, H7N7, H9N2: le lettere H e N nel nome sottotipo indicano le proteine che si trovano sulla superficie del virus e che distinguono i diversi sottotipi.

Altro elemento caratteristico dei virus, compreso quello che causa l’influenza aviaria, è la patogenicità, ovvero le probabilità che chi è contagiato da questo possa poi sviluppare la malattia. Nel caso del virus dell’influenza aviaria, si può avere una bassa o alta patogenicità: i diversi sottotipi del virus hanno quindi diversi esiti una volta avvenuto il contagio: la malattia si può manifestare sia una forma lieve che in una forma estremamente contagiosa e altamente pericolosa che si diffonde rapidamente.

I virus influenzali mutano continuamente i geni che ne determinano il livello di patogenicità: il virus dell’influenza aviaria che colpisce gli uccelli ha almeno 15 diversi sottotipi e di solito colpisce solo la popolazione di uccelli. Il sottotipo più pericoloso è il sottotipo H5N1.

Quando il virus dell’influenza aviaria viene riscontrato negli esseri umani, si dice che abbia “saltato la barriera di specie”.

Questo significa che il virus è mutato in un modo che permette di causare la malattia negli esseri umani. Poiché gli esseri umani non hanno alcuna protezione naturale o immunità al virus, si ammalano molto rapidamente e le probabilità di morte causate dalle complicazioni dell’influenza aviaria sono molto alte.

Come si trasmette l’influenza aviaria?

Gli uccelli acquatici come le anatre selvatiche si sono portatori di tutti i virus di tipo A dell’influenza aviaria. Il virus si trova all’interno dell’intestino degli uccelli e viene immesso nell’ambiente attraverso le feci. Gli uccelli migratori infettati con il virus possono quindi potenzialmente diffondere l’influenza aviaria in tutti i paesi coinvolti nelle loro rotte migratorie.

Solitamente gli uccelli selvatici non presentano i sintomi dell’influenza aviaria, anche se il ceppo H5N1 attualmente in circolazione ha causato la malattia e la morte di alcuni esemplari, mentre il virus è molto più pericoloso per gli uccelli domestici, come polli e tacchini.
I sintomi nei volatili sono diversi a seconda delle specie, ma possono includere diarrea, difficoltà respiratorie, testa gonfia e la morte. Il virus, in questi casi, si trova sulle piume, nel muco, nella saliva e nelle feci degli animali malati.

Il virus dell’influenza aviaria è in grado di sopravvivere per 3 mesi a medie temperature. Può sopravvivere in acqua a 0° C per più di 30 giorni ed a 22 ° C per 4 giorni.
La trasmissione del virus dai volatili agli esseri umani si verifica per contatto con le feci animali infetti e successivo ingerimento (il virus può essere ingerito dopo aver avuto contatto con questi animali e no essersi lavati le mani) o per inalazione di particelle di polvere contenenti il virus.

La possibilità di trasmissione del virus dell’influenza aviaria è maggiore in quei paesi dove uccelli vivi sono venduti nei mercati: qui, data la presenza anche di altre specie suscettibili all’influenza aviaria, soprattutto i suini, aumenta esponenzialmente la possibilità di ricombinazione del virus con altri sottotipi.

Questo perché entrambi i virus umani e aviari possono infettare i maiali: se un maiale è infettato da entrambi i virus contemporaneamente, diverse parti dei virus aviari e umani si mescolano tra di loro e, successivamente, il virus aviario che ha raccolto alcuni geni della forma umana del virus dell’influenza è in grado di causare più facilmente la condizione negli esseri umani.

Sintomi e complicazioni dell’influenza aviaria

I sintomi della malattia negli uccelli dipendono dalla forma del virus che infetta l’uccello. Virus non altamente patogeni causano forme lievi della malattia lieve che si manifesta con piume arruffate e una diminuzione della produzione di uova. La forma altamente patogena del virus può uccidere l’animale infettato anche nel giro di sole 24 ore.

Negli esseri umani, l’influenza aviaria provoca sintomi simili a quelli della comune influenza (dolori muscolari, tosse, febbre, mal di gola) che compaiono solitamente entro 1-5 giorni dopo il contatto con il virus.

Questi sono i primi sintomi dell’influenza aviaria negli uomini dai quali solitamente si generano delle complicazioni più gravi – infezioni oculari, polmonite, anche virale, stress respiratorio acuto, infiammazione del cervello e del cuore – che, nella maggior parte dei casi, si rivelano fatali per il malato.

Prevenzione, diagnosi e cura dell’influenza aviaria

L’influenza aviaria non è diffusa in tutto il mondo, ma solo in alcuni paesi (gli ultimi casi si sono verificati in Cina e in Vietnam). Chi viaggia in questi paesi deve fare particolare attenzione a non entrare in contatto con il virus seguendo alcune fondamentali regole di prevenzione:

  • Evitare il contatto con uccelli selvatici e domestici ed evitare i luoghi in cui ve ne sia una particolare concentrazione (mercati, allevamenti etc.)
  • Evitare tutti i cibi che contengono uova crude
  • Lavare accuratamente le uova prima di romperle
  • Cuocere pollame e uova ad alte temperature: il virus muore se riscaldato a 56 ° C per 3 ore o 60 ° C per 30 minuti.

Dato che i sintomi dell’influenza aviaria sono molto simili a quelli della normale influenza, la diagnosi non è facile, ma se ne compare anche solo uno dopo un viaggio nei paesi a rischio, contattare subito il medico.

Al momento non esiste un vaccino attualmente per proteggere gli esseri umani dall’influenza aviaria (uno è in fase di sviluppo) mentre esistono dei trattamenti per aiutare le persone con l’influenza aviaria, come gli inibitori della M2 (amantadina, rimantadina) e gli inibitori della neuraminidasi (seltamivir, zanamivir) sono le due classi di farmaci che sono disponibili.

Tags:

Lascia una risposta