Quali sono i test per le allergie alimentari?

30 gennaio 2014 14:300 commentiDi:

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In alcuni post pubblicati prima di questo abbiamo affrontato il tema delle intolleranze alimentari, cercando di capire meglio quali sono e in cosa consistono i test attualmente utilizzati per la loro diagnosi, nonché qual è l’effettiva validità scientifica attribuita a questi sistemi di indagine.

In cosa consiste il test sulle intolleranze alimentari

In effetti, il problema delle intolleranze alimentari si presenta piuttosto complesso e controverso già per sua natura e non può essere affrontato senza una complementare indagine anche dell’ambito che costituisce la sua naturale controparte, quella delle allergie alimentari

> I test sulle intolleranze alimentari sono attendibili?

All’interno della letteratura medica, infatti, allergie alimentari e intolleranze alimentari si dividono un campo molto esteso e al tempo stesso molto intricato, quello dell’allergia, che possiede l’intrinseca caratteristica di avere un grande impatto sulle persone. Le allergie e le intolleranze alimentari possono investire infatti numerosi aspetti della vita di tutti i giorni e manifestarsi in una serie di sintomi, gravi e meno gravi, a cui è quasi impossibile non fare attenzione.

E’ necessario, però, proprio per questi motivi, fare un po’ di chiarezza e restringere il campo di indagine delle allergie alimentari alle manifestazione strettamente connesse con fenomeni allergici, perché in una situazione del genere il rischio sempre in agguato è quello di scambiare per allergia qualsiasi reazione anche minima del nostro organismo nei confronti delle sostanze esterne.

Così come abbiamo avuto modo di vedere per le intolleranze alimentari, infatti, che hanno una loro principale definizione, anche le allergie alimentari sono definibili secondo un’accezione che non è quella del linguaggio e dell’accezione corrente, ma quella della letteratura scientifica.

Che cosa sono le allergie alimentari

Le allergie alimentari sono da individuare in quelle reazioni anomale ed eccessive del sistema immunitario che si verificano in alcuni soggetti quando questi entrano a contatto con un particolare alimento o un particolare ingrediente che funge da agente scatenante.

La reazione si esplica nella produzione da parte dell’organismo di particolari anticorpi che si oppongono alle sostanze scatenanti. Come abbiamo più volte sottolineato, invece, nelle intolleranze alimentari non è coinvolta nessuna reazione di tipo immunitario.

A differenza delle intolleranze alimentari, inoltre, che possono anche essere considerate semplici ipersensibilità alimentari, le allergie possiedono due caratteristiche fondamentali:

  • comportano sintomi ben definiti
  • costituiscono processi altamente specifici.

I sintomi delle allergie alimentari

I sintomi delle allergie alimentari coinvolgono solitamente diversi apparati allo stesso tempo:

  • cutaneo (orticaria e angioedema acuto)
  • gastroenterico (vomito, diarrea, algia addominale)
  • respiratorio (rinite, broncospasmo, laringospasmo).

Nei casi più gravi, inoltre, è possibile che si verifichi  anche lo shock anafilattico. I sintomi delle allergie insorgono rapidamente, in genere nel giro di pochi minuti dall’ingestione dell’alimento o dall’ingrediente scatenante, e non durano a lungo. Di solito, quando non vi sono complicanze gravi, si risolvono entro alcune ore. In alcuni casi, però, i sintomi sono limitati al cavo orale, con prurito ed edema delle mucose e allora in questi casi si parla di sindrome orale allergica.


La diagnosi delle allergie alimentari

I sintomi delle allergie alimentari sono il primo indizio per la formulazione di una corretta diagnosi del problema. Una volta individuati i sintomi caratteristici, cioè, la diagnosi della patologia può risultare semplice e immediata, anche perché la comparsa di sintomi chiari è sempre il presupposto di una visita allergologica seria e approfondita.

Solo in alcuni casi, tuttavia, la diagnosi può essere più complicata perché i sintomi compaiono in modo ritardato o sono variabili e incostanti.

Quali sono i test per le allergie alimentari?

Quando però il medico o lo specialista ritiene che la reazione allergica possa essere stata causata da qualche alimento, allora i percorsi diagnostici per valutare la possibile presenza di una allergia alimentare prevedono l’effettuazione di due tipologie di esami:

  • i test cutanei o Prick test
  • i test di laboratorio – come ad esempio il RAST test e il CAP System
  • i test di provocazione orale.

Che cos’è il Prick test

Il Prick test è un test che viene eseguito ponendo poche gocce di allergene sulla pelle, la quale viene poi leggermente graffiata. La comparsa, entro 20 minuti, di gonfiore e arrossamento localizzato indica che vi è stata una reazione in risposta all’allergene alimentare testato.

Quando non è possibile l’esame cutaneo, ad esempio per la presenza di un’estrema reattività cutanea da parte del paziente, o permangono dubbi sui suoi risultati, si può procedere ai test di laboratorio, effettuati attraverso il normale prelievo del sangue.

 

Che cos’è il test di laboratorio

Nel test di laboratorio, infatti, si ricerca un tipo specifico di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), utilizzando un metodo radioimmunologico (RAST test) oppure immunoenzimatico (CAP- System). Per diversi motivi questi test non andrebbero utilizzati di frequente ma solo come conferma, nel caso in cui si sospetti un’allergia ad un determinato alimento e tenendo conto della storia personale del paziente.

Nell’analisi dei risultati dei test, infatti, è necessario sempre stati attenti al problema dei cosiddetti falsi positivi. Se le sostanze valutate mediante test cutaneo sono numerose, è possibile che il paziente reagisca ad una determinata sostanza anche se in realtà non è allergico ad essa, creando così indicazioni e preoccupazioni inutili.

I falsi positivi possono verificarsi anche con i test di laboratorio: possono, infatti, essere presenti anticorpi nei confronti di alimenti che, in realtà, sono sempre stati tollerati oppure hanno provocato allergia in passato, ma ora risultano tollerati dal paziente.

Per alcuni alimenti le prove allergologiche devono essere ripetute periodicamente per verificare se la reazione immunologica dell’organismo si stia attenuando. E’ opportuno infine ricordare che i test allergologici non sono indicativi in caso di intolleranze alimentari non rilevate da anticorpi.

Che cos’è il test di provocazione orale

Se i sintomi non sono chiari, infine, anche se i test danno risultati positivi, si procede all’esecuzione di un ulteriore tipo di test, il test di provocazione orale, che consiste nella somministrazione al paziente di ogni alimento interessato sotto forma di gocce, capsule o pappine e si osservano le relative reazioni. Questo test si esegue solo in ambienti attrezzati e in presenza di personale medico specializzato.

Attraverso il test di provocazione orale possono essere individuati con sicurezza gli alimenti allergici, che dovranno quindi essere eliminati dalla dieta del paziente.






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