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Quell’AIDS che 7 italiani malati su 10 non sanno di avere: allarme dal COA

Non sembrano essere sufficienti le campagne di informazione, prevenzione e sensibilizzazione: gli ultimi dati rilasciati dal Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità risultano allarmanti. Moltissimi italiani negli ultimi anni sono stati contagiati dal virus dello HIV, e in molti hanno contratto l’Aids senza neppure saperlo. Sarebbero ben 7 su 10 i malati italiani di Aids che non sanno di essere tali. Il risultato è un inevitabile aumento del tasso di contagio 

I dati sono allarmanti anche alla luce dei raffronti: solamente 9 anni fa, infatti, solamente il 20% delle persone malate non sapeva di avere l’Aids. A oggi la percentuale è notevolmente incrementata, visto che è si è arrivati a un tasso del 71,5%. I più colpiti sono gli uomini, a seguire le donne: la maggior parte dei contagiati è compresa nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni. Il problema, inoltre, è che non diminuiscono né i casi di HIV, né quelli di Aids: la media risulta invece stabile, praticamente bloccata negli ultimi 3 anni.

Più nel dettaglio si viene a sapere come la maggior parte delle persone che contrae il virus appartiene alla schiera dei maschi omosessuali, che rappresenta il 40,9% del totale; seguono i maschi eterosessuali (26,3%) e le donne eterosessuali (16,9%). Inoltre, il 27,1% delle persone sieropositive è di nazionalità straniera.

In proposito, l’Agi ha affermato quanto segue:

Nel 2014 in Italia 3.965 persone hanno scoperto di essere positive al virus dello HIV, un’icdenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti. L’incidenza, ossia le persone che hanno scoperto di essere positive allo HIV nel 2014, non denota particolari mutamenti rispetto ai 3 anni precedenti e colloca il nostro Paese al dodicesimo posto nell’Unione Europea. Le regioni che hanno mostrato un’incidenza più alte sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.

Come detto, la maggior parte delle persone sieropositive sono maschi, mentre si sarebbe ridotta la quota delle femmine sieropositive. Un problema – anche serio – comunque esiste, soprattutto quello determinato dall’ignoranza, ovvero dal fatto di aver contratto la malattia e non sapere di essere sieropositivi, che potrebbe avere ripercussioni sull’aumento del contagio. Le raccomandazioni, dunque, sono sempre le solite: avere rapporti protetti con gli sconosciuti o con persone conosciute da poco, e fare i dovuti controlli del caso periodici se si ha un’attività sessuale frequente con diversi partner.